sabato, 24 Febbraio 2024
 
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RE-GEN, prende forma il progetto di riqualificazione urbana degli spazi giovanili a Verona Sud

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Verona, città capofila di RE-GEN, riceverà 200 mila euro per sostenere le fasi progettuali. 

A Palazzo Barbieri è stata posta la prima milestone del network europeo Re-Gen– progetto finanziato da Urbact – che si svolge dal 1 giugno 2023 al 31 dicembre 2025 in nove città europee.

In qualità di capofila la città di Verona, ieri e oggi ha ospitato le delegazioni provenienti dalle città di Milano, Corfù (Grecia), Albacete (Spagna), Vila do Conde (Portogallo), Pola (Croazia), Dobrich (Bulgaria), Daugavpils (Lettonia) e Lezha (Albania) per fare il punto sulle attività svolte per approntare i singoli progetti di rigenerazione urbana e mettere a fattor comune le relative best practice.

All’incontro hanno preso parte tra gli altri l’assessore al Coordinamento Lavori pubblici Tommaso Ferrari, l’assessore alle Politiche giovanili e di partecipazione Jacopo Buffolo e il consigliere comunale con delega alle Politiche Europee Giacomo Cona. Hanno condotto i lavori il coordinatore del progetto Re-Gen Marco Buemi e la Lead Expert Raffaella Lioce. Presente anche Maria Laura Mitra, Project Officer del Segretariato Urbact.

RE-GEN a Verona

Il budget totale stanziato da Urbact per il progetto Re – Gen è di 850 mila euro, di cui 200 mila destinati a Verona, che beneficerà anche di un contributo del Comune di Verona per un totale di 250 mila investiti sul progetto.

In particolare a Verona le aree prescelte sono in 4^ e 5^ Circoscrizione, in vista di estendere il progetto ad altre zone. Sono aree ritenute idonee per l’alta percentuale di giovani residenti, in particolare giovani stranieri di seconda generazione e per la complessa composizione sociale e conformazione urbanistica che presentano. Si è inoltre scelto di privilegiare aree non “verdi”, come piazza Brodolini e Via Po, e l’area di Santa Teresa e San Giacomo, che sono parchi recenti e insistono in un’area da alta densità di popolazione, aggravata da traffico, in una zona industriale trasformata in zona residenziale senza un vero criterio urbanistico.

Per l’attuazione del progetto saranno coinvolti un istituto superiore e tre scuole secondarie tra i quartieri di Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia (già confermate ITES Luigi Einaudi e la Scuola Secondaria di primo grado IC12 A. Manzoni). Studenti e studentesse tra i 10 ed i 18 anni (circa 20 persone per ogni scuola, con un minimo del 50% di genere femminile).

A partire dal gennaio 2024 svolgeranno diversi laboratori tematici, durante l’orario previsto per le attività extracurricolari. Si vuole coinvolgere i giovani, soprattutto le categorie più svantaggiate, nella co-produzione degli spazi per creare una comunità di interessi intorno al parco-hub. Verrà chiesto loro di mappare e riprogettare le zone prescelte e in seguito di costruire alcuni elementi di arredo urbano con materiali di recupero, con il metodo dell’ “urbanistica tattica”.

Per far ciò contribuiranno gli stakeholder del territorio, diverse realtà scelte con il criterio di vicinanza e capitanate dalle due Associazioni Nuova Acropoli e Le Fate Onlus, già attive sul progetto. Particolare attenzione verrà data al tema dell’inclusività, si essa sociale, di genere e nei riguardi della disabilità.

Fasi del progetto RE-GEN

La prima fase delle attività progettuali sarà dedicata alla mappatura degli spazi disponibili e alla redazione delle specifiche necessità delle singole aree. Un’ulteriore fase di studio permetterà di indagare le necessità ed i bisogni dei beneficiari diretti ed indiretti in modo da garantire un processo partecipativo bottom-up. Questa fase di co-progettazione includerà tutti gli stakeholder e garantirà il rafforzamento del senso di appartenenza e di responsabilità.

Gli interventi saranno in primo luogo mirati per rendere più accessibili i parchi esistenti (con anche miglioramento delle infrastrutture per accesso disabili) in modo da garantire la creazione di spazi veramente inclusivi in cui sviluppare attività creative, formative e ricreative, dei laboratori di socialità destinati soprattutto agli studenti delle fasce più giovani. Specifiche attività saranno poi sviluppate insieme agli studenti delle scuole medie superiori, chiamati a identificare le attività sportive di maggior interesse e coinvolgerli direttamente nello sviluppo di una App che permetta il loro ulteriore coinvolgimento nelle attività e la fruizione combinata degli spazi una volta costruiti. Ogni scuola sarà inoltre direttamente coinvolta nella gestione di un’area pubblica selezionata durante la prima fase di mappatura del territorio. Questo permetterà di creare un forte legame con il territorio.

La finalità dei parchi è di rappresentare un luogo della comunità in cui sviluppare attività ricreative, formative e produttive. Le aree selezionate saranno in seguito gestite attraverso delle partnership partecipative che mirano a coinvolgere tutti gli stakeholder e a realizzare dei modelli gestionali pubblico/privato.

Una volta attivi i parchi sportivi, un comitato di gestione composto da rappresentanti degli stakeholder locali (Urbact Local Group) sarà coinvolto nell’ideazione e nel monitoraggio delle attività. Questo per far sì che una volta attivi, i parchi sportivi vengano anche monitorati e accompagnati i giovani nella condivisione degli spazi, con animazioni gestite dalle associazioni, ma anche dando ai ragazzi e alle scuole la possibilità di essere loro stessi attori dell’organizzazione delle attività.

Tra le attività ricreative, per un maggiore utilizzo dei parchi pubblici sono previsti: corsi di sport (skate, parkour, climbing con trainer professionali; organizzazione tornei; feste ed eventi aperti alla cittadinanza). All’interno del parco saranno promossi, tra le altre attività, metodi alternativi di trasporto (bici, bici elettriche, monopattini elettrici, etc.) anche in co-sharing e in partnership con quelli cittadini (se esistenti) e percorsi guidati integrati con la città.

URBACT IV. È un programma di Cooperazione Territoriale Europea co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dagli Stati membri, nato con lo scopo di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile, mediante lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee.

Re-Gen. Consiste in una rete europea di nove città che mira a sostenere lo sviluppo urbano e l’inclusione sociale, grazie al protagonismo degli studenti delle scuole secondarie e con particolare riguardo da ragazzi/e provenienti da contesti svantaggiati. I giovani, di età compresa tra i 10 e i 18 anni, saranno coinvolti a partire da gennaio 2024 nel recupero di aree pubbliche abbandonate da trasformare in centri sportivi urbani, con l’approccio dell’urbanistica tattica e l’uso di architettura green a di genere.
Il progetto si basa sul potenziamento dei sistemi di governance partecipativa nelle città partner. L’obiettivo è coinvolgere le giovani generazioni di cittadini – soprattutto delle aree urbane emarginate – per riqualificare aree ora in disuso e restituirle ai giovani come zone dove poter fare sport insieme, con la guida e il sostegno di diversi attori sociali. I giovani coinvolti dalle scuole saranno infatti guidati da professionisti esperti scelti da Urbact e da diversi stakeholder del territorio (associazioni, gruppi sportivi, etc) anzitutto per progettare e poi per mettere a terra concretamente le idee generate. Il coinvolgimento dei giovani in tutte le fasi del processo è in sé parte del progetto formativo e insiste sulla necessità di creare inclusione sociale e di genere.

Contesto in cui si svolge Re – Gen: Re – Gen prende spunto dalla visibilità offerta dalle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi che saranno organizzate in Italia (città di Verona e città di Milano) nel febbraio 2026. Il potere aggregante dello sport sarà strumento concreto per favorire l’accesso inclusivo alle aree pubbliche.
Un altro aspetto rilevante del progetto è la compartecipazione e il confronto attivo di più città europee che lavorano alla stessa finalità, sotto la guida di professionisti esperti del settore e con il metodo operativo messo a disposizione da Urbact, per condividere modalità di lavoro ed esperienze. Verona in qualità di capofila (per la prima volta per un progetto europeo) stenderà le linee guida della parte operativa, organizzativa e di comunicazione del progetto.

Attività Cross-cutting: green, pannelli fotovoltaici, pedonalizzazione di aree limitrofe a parchi carbon foorprint tutto a energia rinnovabile con utilizzo di pannelli mobili fotovoltaici.
Digitalizzazione: utilizzare sistema mappatura spazi (individuate con contributo giovani aree che possono essere utilizzati), hotspot e qrcode per rendere partecipativa la fruizione degli spazi per i poli scolastici e i singoli.

Gender: è prevista la partecipazione di almeno il 50% di studentesse con una visione di genere nella creazione dei nuovi spazi.

 
 
 

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