mercoledì, 29 Novembre 2023
 
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Rivendicato l’attacco hacker all’Azienda ospedaliera di Verona: «Non prenderemo in nessuna considerazione richieste di riscatto»

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È stato rivendicato l’attacco hacker dello scorso ottobre all’Azienda ospedaliera di Verona con la richiesta di poco meno di 350mila euro, ma l’Aoui non ci sta.

Sarebbe un’estorsione la motivazione dell’attacco hacker subìto dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (Aoui) nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 ottobre. Il crimine informatico è stato rivendicato oggi, 10 novembre, dalla cybergang Rhysida.

La banda ha dato sei giorni di tempo all’azienda veronese per pagare 10 Bitcoin, il cui attuale valore è di poco inferiore ai 350mila euro, per evitare la pubblicazione dei dati rubati attraverso l’attacco informatico.

In un comunicato stampa, l’Aoui ha però risposto che «non prenderà in alcuna considerazione richieste di riscatto da parte dei criminali informatici», ribadendo quanto già riferito subito dopo l’hackeraggio, ovvero che non ci sarebbe stata perdita di dati, ma, a quanto al momento noto, soltanto una circoscritta fuoriuscita di file.

«Polizia postale, magistratura e azienda ospedaliera, in costante contatto con la Regione – ha concluso Aoui – sono impegnate, ciascuna per le proprie competenze, per valutare la notizia fatta circolare. Nel frattempo, sono state intraprese tutte le azioni legali atte a tutelare l’azienda e i suoi pazienti».

 
 
 

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