domenica, 3 Marzo 2024
 
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Tribunale a Bassano, la sindaca: “Siamo sconcertati da Vicenza, ci sembra di essere tornati al medioevo”

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La sindaca Pavan: “I campanilisti non siamo certo noi, ma chi difende interessi di bottega”

La polemica attorno al tribunale di Bassano si arricchisce di altri capitoli. L’attrito era scoppiato tra la sindaca di Bassano e il consiglio comunale di Vicenza. La sindaca aveva minacciato di venire a presidiare il Consiglio comunale di Vicenza che doveva dibattere una mozione fortemente critica verso il tribunale della Pedemontana, la cui istituzione toglierebbe mezzi e uomini a quello di Vicenza. Questa è, del resto, la posizione di avvocati e magistrati del Nordest.

Il Consiglio comunale di Vicenza ha ammorbidito i toni, approvando un ordine del giorno  che impegna l’amministrazione comunale «a esprimere la propria preoccupazione e contrarietà di fronte all’ipotesi di depotenziamento e depauperamento del tribunale di Vicenza nel caso in cui dovesse essere costituito il nuovo tribunale della Pedemontana, con particolare riguardo alla paventata sottrazione di magistrati, personale amministrativo e risorse del tribunale di Vicenza».

La sindaca di Bassano, che non s’è presentata a Vicenza e aveva avuto una telefonata con il sindaco Possamai, non l’ha presa bene. Ha diffuso una nota in cui sostiene “Non siamo soddisfatti dell’esito del Consiglio comunale di Vicenza di ieri sera perché l’impegno
assunto dal sindaco Giacomo Possamai è stato disatteso. Non consideriamo sufficiente avere modificato la mozione nella parte finale senza avere rivisto le premesse: il risultato complessivo del testo è comunque una espressione di contrarietà al Tribunale della Pedemontana che non ha senso se non in un’ottica di campanile. Ma chi è il campanilista in questo caso? Certo non un territorio coeso che comprende più di sessanta sindaci ed è fortemente sostenuto nel suo progetto dalla Regione del Veneto”.

“Il tribunale della Pedemontana – prosegue la nota della sindaca – non solo non sottrarrà personale, ma interesserà un bacino territoriale poco più piccolo rispetto al presidio di giustizia di Vicenza ed avrà una sua specializzazione”.

“Quanto accaduto in questi giorni ci lascia sconcertati – conclude la sindaca – perché si ha l’impressione di essere tornati al medioevo, quanto a prevalere erano gli interessi corporativistici di bottega. Sono mancati la volontà di conoscere a fondo un progetto ampio e complesso, e soprattutto la capacità di cogliere la visione di  insieme legata al bene comune generale e non solo della propria città”.

 
 
 

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