venerdì, 23 Febbraio 2024
 
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Veneto, salute: 4,5 milioni per il nuovo piano per le dipendenze

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Approvato nuovo piano triennale per le dipendenze, stanziati 4,5 milioni. Lanzarin: integrazione e innovazioni a sostegno di 14’000 assistiti

Al centro, l’Assessora Regioanel alla sanità Manuela Lanzarin

La Giunta Regionale del Veneto nella giornata di ieri (27 novembre, 2023), ha approvato il nuovo Piano Triennale per le Dipendenze 2024-2026. Il provvedimento, finanziato con 4 milioni e 500mila euro è il risultato di un importante lavoro e si pone come elemento innovativo nel panorama della prevenzione, intercettazione, accompagnamento e cura delle persone che soffrono di dipendenze e delle loro famiglie. “Ancora una volta, per il secondo triennio, le politiche si sviluppano a partire da una programmazione multilivello e condivisa – dice l’assessora alla sanità Lanzarin – Questo con l’obbiettivo di rispondere ai bisogni emergenti; dalla prevenzione al trattamento fino alla riabilitazione, in continuità con il piano precedente. Un’esperienza con esiti positivi in termini di arricchimento e rafforzamento delle attività che impegnano quotidianamente i nostri professionisti e operatori”.

A chi è dedicato questo servizio?

I destinatari del Piano sono: adolescenti e giovani; famiglie con e senza utente in carico; Lungoassistiti, oltre che soggetti con particolari fragilità (persone detenute, stranieri, situazioni specifiche genere correlate). Nel 2022 le persone assistite dal Sistema delle Dipendenze sono circa 14.000, di cui l’89,7% per dipendenza da sostanze e il 10,3% per dipendenze comportamentali/Disturbo da Gioco d’Azzardo. Di queste il 12% sono giovani e giovanissimi della fascia di età 15-24 anni, il 51% in quella 25-44 anni e il 35% in quella 45-64 anni. Rimane l’1% di casi sporadici nelle altre fasce di età.

Lanzarin: “Servizi flessibili, integrati e innovativi”

“Le parole chiave del provvedimento sono: flessibilità, integrazione, innovazione – dichiara l’assessora Lanzarin – Con il provvedimento è valorizzata in particolare la struttura dei gruppi di lavoro, composti da professionisti che mettono in condivisione il patrimonio di conoscenze. Il processo di presa in carico assume, così, una connotazione più globale, favorendo la connessione tra i servizi. I settori delle dipendenze sono molteplici, infatti, e devono essere affrontati con trasversalità”.

 
 
 

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