venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Autovelox di Cadoneghe, annullate 58mila multe

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Sul sito del Comune di Cadoneghe sarà scaricabile un modulo per richiedere l’annullamento dei verbali

Saranno annullate le multe rilevate dagli autovelox posti lungo la vecchia Statale del Santo a Cadoneghe. La decisione è stata annunciata dal sindaco Marco Schiesaro, sulla scorta del parere pro veritate orale che è stato reso dall’avvocato Antonio Greco.

Questo significa che ad essere annullate saranno tutte le sanzioni elevate, circa 58 mila. Sul sito del Comune sarà scaricabile un modulo per richiedere l’annullamento dei verbali. Il Comune procederà all’annullamento in autotutela, visti l’illegittimità delle stesse e l’interesse pubblico dell’annullamento. A essere interessate tutte le sanzioni per le quali non sono scaduti i termini per ricorrere, tutte quelle per le quali sono già state ricevute le istanze di annullamento in autotutela, pure per tutte quelle per le quali ancora l’istanza non è stata presentata e lo sarà nei prossimi giorni. Anche chi ha già pagato potrà riavere quanto versato.
I motivi dell’annullamento sono diversi, e il ricorso all’autotutela va distinto in base alle tipologie di sanzioni. Ad oggi sono già stati annullati già oltre 16.000 verbali. Già dal 29 novembre i cittadini si sono messi in coda davanti al Comando della Polizia Locale in viale della Costituzione 3, per essere aiutati e ricevere il modulo di domanda di annullamento in autotutela che potrà essere scaricato anche dal sito del Comune. Di questo sarà informata anche la competente Procura della Corte dei Conti perché possa rivalersi, insieme al Comune, su chi questo danno l’ha provocato.

Schiesaro ha sottolineato come “i motivi sulla base dei quali il Comune annullerà le multe siano in gran parte diversi da quelli generalmente indicati nei ricorsi, il che significa che verosimilmente anche l’esito di quei ricorsi potrebbe cambiare perché il Comune ha rilevato che quei ricorsi toccano i tasti sbagliati. Ma, ripeto, stiamo lavorando anche su questi aspetti, considerando che ci sono motivi diversi da quelli fatti valere in giudizio, che rendono illegittime le sanzioni. Da subito abbiamo preso in considerazione come muoverci per i casi pendenti davanti al giudice di pace”.

Il sindaco ha ripercorso tutta la vicenda. “A fronte di una situazione che presentava elementi di anomalia, ho avviato una verifica sulla legittimità delle sanzioni, su diversi fronti. Questa era l’unica cosa che potessi fare, in quanto come è noto il sindaco non ha poteri gestionali, e solo i dirigenti possono annullare i provvedimenti che emanano”. Entrando nel merito di quella che ha definito “Operazione verità”, Schiesaro ha precisato che “il mio silenzio, opportuno e prudenziale, in queste settimane non è stato menefreghismo o indifferenza, tutt’altro. All’inizio ho da subito difeso l’istituzione che rappresento e ho mantenuto una posizione garantista, che era d’obbligo e doverosa, e man mano che la situazione evolveva si è fatta largo la convinzione che dei funzionari non avessero fatto adeguatamente il proprio lavoro. Ed è stato a quel punto che sono andato personalmente dai carabinieri rappresentando ciò che solo in quel momento avevo saputo e scoperto”. (n.m.)

Autovelox di Cadoneghe, Schiesaro: “Indagine interna difficile, alla ricerca della verità”

E’ stata la denuncia del sindaco Marco Schiesaro a dare le mosse per l’avvio dell’indagine della procura, tutt’ora in corso, ed è stata propedeutica per la successiva indagine interna. “L’ho fatta in silenzio, subendo nel frattempo i noti attacchi mediatici, per tutelare i cittadini e il Comune, nei limiti della legalità, e nel pieno delle mie facoltà e poteri, senza cercare le luci della ribalta, affinché anche l’indagine interna potesse concludersi e dare giustizia. Ma è noto che molti, anziché tutelare i cittadini e l’interesse pubblico, preferiscono privilegiare l’immagine. Io, invece, ritengo che a parlare siano i fatti, e il fatto che oggi le sanzioni vengano annullate perché il sindaco ha dato il corretto impulso amministrativo, ritengo sia un risultato importante”.


“Durante le fasi della ricognizione interna ho incontrato molti ostruzionismi e ostacoli di ogni sorta, e in tanti hanno cercato di mettermi i bastoni tra le ruote, di mettermi in difficoltà e di ledere, così, la mia immagine di sindaco. Mi sono scontrato con gravi carenze di collaborazione. Mi sono anche trovato nella situazione paradossale in cui i funzionari dell’ufficio a cui chiedevo informazioni e documenti, o non me li hanno forniti, o hanno in realtà messo in atto comportamenti devianti, alimentando la sfiducia dei cittadini verso il sindaco e l’istituzione. La conferma del clima volutamente ostile alla ricerca della verità, è il fatto che solo il 31 ottobre scorso ho ricevuto l’ultimo documento e in due settimane abbiamo avuto l’esito dell’indagine. Quindi, di fatto, non abbiamo perso tempo. Solo all’esito dell’indagine, e del parere pro veritate, posso dire che vi sono responsabilità amministrative del funzionario che era a capo della Polizia Locale”. (n.m.)

 
 
 

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