sabato, 24 Febbraio 2024
 
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Condannato per traffico di droga, arrestato all’aeroporto di Treviso

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Partito da Malta era diretto in Olanda, facendo scalo al “Canova”: a tradirlo la fretta di imbarcarsi sul nuovo volo

A tradirlo è stata la fretta di imbarcarsi sul nuovo volo, nonostante mancassero ancora alcune ore all’apertura del check-in. Un comportamento che ha insospettito i miliari della Guardia di Finanza in servizio all’aeroporto di Treviso: dai controlli è emerso che l’uomo, un cittadino originario dell’Africa centrale, partito da Malta e diretto in Olanda, con scalo nella Marca, doveva scontare una pena definitiva a sei mesi di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti.

Il ricercato anziché salire sul nuovo aereo per Eindhoven è stato arrestato e portato nella casa circondariale di Treviso. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri del Gruppo di Treviso, dopo l’arresto nel gennaio 2018 per spaccio di droga, nei pressi della stazione ferroviaria di Bergamo, e la successiva condanna definitiva da parte del tribunale, l’immigrato, richiedente asilo politico in Italia, aveva fatto perdere le proprie tracce, rifugiandosi nel 2021 a La Valletta, sull’isola di Malta. Qui aveva intrapreso il lavoro di muratore, fino a quando non ha deciso di trasferirsi in Olanda, passando per l’Italia, convinto così di aggirare i controlli delle forze dell’ordine.

Le modalità con cui è stato individuato lo straniero, spiegano le Fiamme Gialle, dimostrano come “i controlli, ancor più nell’attuale delicato scenario geopolitico internazionale, siano rivolti anche nei confronti dei viaggiatori che stazionano solo per qualche ora nel nostro Paese, al fine di prevenire l’utilizzo combinato di voli per eludere e rendere più difficoltose le verifiche su eventuali attività illecite. Proprio in quest’ottica, va evidenziato come l’aeroporto trevigiano, che ha ormai raggiunto i 3 milioni di passeggeri nel 2023, superando del 20% il 2022 e tornando ai livelli pre-pandemici, abbia assunto un’importante proiezione internazionale, con la presenza preponderante di tratte verso Paesi esteri (ben 42, di cui 7 extra U.E.), che richiedono dunque una serrata azione di controllo”.

 
 
 

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