domenica, 3 Marzo 2024
 
HomeVicentinoVicenzaDai gargati alla griglia, dal risotto alla pizza, il radicchio è il...

Dai gargati alla griglia, dal risotto alla pizza, il radicchio è il re della tavola di Asigliano

Tempo di lettura: 3 minuti circa

Potrebbe essere chiamato “Il radicchio di don Rodrgio” visto che i protagonisti veri dei “Promessi sposi” erano di quei luoghi

Un cespo di radicchio di Asigliano

La produzione è piccola, di nicchia, come si usa dire. Tecnicamente è un radicchio di Verona più raffinato, perché lo Strampelli di Lonigo – spiega il sindaco Fabrizio Ceccato, giunto all’ultimo anno di mandato – sa fare il suo mestiere. I produttori sono appena tre, i terreni su cui si coltiva il radicchio di Asigliano sono dieci campi vicentini, poco più di tre ettari.

Grigliata con polenta: il radicchio è illustre comprimario

È comunque l’ortaggio – bandiera del paese, ma anche l’orgolio che unisce la comunità di Asigliano, 900 abitanti in fondo alla provincia di Vicenza, al confine con quella di Verona. Sono loro che animano con parecchia energia la sagra apertasi a Sant’Ambrogio che si concluderà domenica. Un paio di migliaia i partecipanti, tra cui appuntio il sindaco Ceccato, che possono scegliere un menu tutto a base di radicchio: gnocchi, risotto, i celebri gargati della Val Liona, la griglia con salsiccia e carni varie arrostite. Re dei primi, il radicchio diventa contorno nobile dei secondi ma, come abbiamo visto, si trasforma anche in un’interessante birra.

Luca Pellizzari, presidente della Pro Loco

Come spiega il presidente Luca Pellizzari, 42 anni, geomatra di professione, la Pro loco mobilita dai 50 ai 90 volontari per la sagra. Che è sempre vivace anche se il radicchio sta vivendo un momento non facile di passaggio generazionale: le energie diminuiscono, dieci anni fa era sulla cresta dell’onda mentre adesso – per varie ragioni – produttori e fama sono in calo, anche se all’ingresso Marco il giovane esponente dell’azienda di Bruno Gecchele tiene alta la bandiera dei coltivatori di radicchio nello stand che lo propone a prezzi davvero buoni, due euro e mezzo al chilo.

I gargati della Val Liona conditi con il ragu di radicchio

Un tempo il radicchio, come testimonia il presidente Pellizzari, si raccoglieva in mezzo al pantano, adesso l’aumento delle temperature ha eliminato il fango. Pensando al marketing, in verità, al radicchio di Asigliano calza perfettamente il nome di Radicchio di don Rodrgio, sì, quello dei Promessi Sposi. È noto, infatti, grazie alle ricerche del professor Claudio Povolo, che il capolavoro di Manzoni si basa sul processo cui I Dieci a Venezia sottoposero Paolo Orgiano, conte dei luoghi nel Seicento, bandito nella realtà, grassatore del popolo che, fra l’altro, rapiva e violentava la ragazze. Era protetto da un potenze zio, il conte Francanzan di cui è ben nota la villa palladiana di Orgiano. A una di queste ragazze, Fiore Bertola, fidanzata di Vincenzo Galvan toccò lo stesso destino di rapimento, ma trovò la forza e la protezione del frate Ludovico Oddi che denunciò alla magistratura il nobile. Orgiano fu condannato all’ergastolo e le carte del processo arrivarano due secoli dopo nelle mani di Cesare Beccaria, suocero di Manzoni. Come si vede, la trama del romanzo di Manzoni è identica alla storia del pirmo Seicento svoltasi nel Basso Vicentino.

Paola Brocchielli, Stefano Ramellini e le loro pizze al radicchio

A riprova della vivacità attorno al radicchio, c’è anche la professionalità creativa della pizzeria El Chiringuito, di Paola Brocchielli e Stefano Romellini: ventun anni di attività sono tanti per un locale del genere in mezzo alla Bassa. L’antidoto è naturalmente la passione dei titolari e la qualità delle proposte: fra le loro pizze, da segnalare quella al radicchio e gorgonzola e salsiccia e quella con radicchio e pancetta. La prima l’hanno battezzata Festa e la seconda Asigli

Antonio Di Lorenzo

 

 
 
 

Le più lette