sabato, 24 Febbraio 2024
 
HomeBreaking NewsFamiglie arcobaleno, il sindaco Giordani: “Continuerò a registrare i figli di due...

Famiglie arcobaleno, il sindaco Giordani: “Continuerò a registrare i figli di due mamme a Padova”

Tempo di lettura: 3 minuti circa

Salta il processo, dovrà esprimesi la Consulta sulla costituzionalità della vicenda che vede protagonista il sindaco del Comune di Padova, Sergio Giordani, e le famiglie arcobaleno della città

Una prima, significativa, vittoria è stata registrata: il Tribunale di Padova ha deciso di non procedere e di rimandare la questione alla Consulta che dovrà esprimersi in merito alla costituzionalità di tutta la vicenda.

Facciamo un passo indietro.

Il sindaco di Padova, Sergio Giordani, sin dal suo insediamento nel 2017 ha deciso, a tutela dei bambini, di registrare i figli di due mamme. Ad oggi sono 37 i piccoli inseriti nei registri dell’anagrafe comunale.

Il Governo Meloni, però, alcuni mesi addietro ha emanato una circola con la quale dichiarava inammissibile la registrazione persino con valore retroattivo. In buona sostanza quei 37 bambini, secondo i diktat del Governo, sarebbero dovuti essere “espulsi” dai registri dell’anagrafe comunale, ovvero scomparire. Evidentemente Giorgia Meloni non ha tenuto conto di un fatto: questi piccoli cittadini padovani, nati da due mamme, esistono e oggi hanno dai 8 anni ai 40 giorni e farli “sparire” dai registri comunali non produrrà alcun effetto se non quello di negare loro ogni diritto di cittadinanza. Se burocraticamente non esisti, infatti, non puoi, per esempio fare ricorso alla sanità pubblica, iscriverti a una scuola, firmare un contratto di lavoro, comprare una casa, avere un conto in banca, viaggiare…
“La questione dell’inammissibilità delle procedure (l’impugnazione dei certificati anagrafici dei bimbi con due madri, ndr) che abbiamo presentato è sembrata convincente” spiega ad Ansa l’avvocata Susanna Lollini, legale di una delle famiglie.

“La Procura ha cambiato posizione, ed ha aderito alla questione di incostituzionalità, sollevata da noi avvocati di tutte le coppie di madri, ritenendo opportuno che la Consulta torni ad esaminare il tema” prosegue Lollini. E dato che l’invito rivolto al legislatore con la sentenza 32 del 2021 della stessa Consulta è rimasto inascoltato, “potrebbe decidere di intervenire”. La decisione spetterà sempre poi al Tribunale civile, “ma il fatto che la Procura abbia aderito a sollevare la questione di costituzionalità è rilevante, anche per il Tribunale”. Alla luce di questo cambiamento non sembra più in discussione il ruolo delle mamme intenzionali, coloro cioè che non hanno fisicamente partorito.

La conferma definitiva si avrà solo nelle prossime settimane, in caso contrario intere famiglie si troveranno ad affrontare un iter giudiziario doloroso e dall’esito incerto, che avrà un impatto sulla vita quotidiana dei bambini, nati e cresciuti con doppio cognome e doppia mamma.

“Sì, ho continuato a registrare i bambini – ha commentato il Sindaco, Sergio Giordani – ma si badi bene: qua non c’è uno scontro tra me e la Procura, anzi, C’è un Paese che, a partire dal suo Parlamento, deve prendere atto subito che esiste un grave vuoto normativo da colmare e che sui diritti dei più piccoli le fazioni vanno messa da parte”.

“Lo faccio perché lo ritengo giusto. Lo faccio perché ho il dovere di usare i poteri che mi sono delegati per proteggere le persone, i loro diritti, e in particolare i bambini. I diritti delle bambine e dei bambini vengono prima”. Secondo Giordani, “l’idea che a dei piccoli siano negati diritti fondamentali e che siano esposti a gravi discriminazioni è inaccettabile anche moralmente. Io sono nonno prima che sindaco, ma anche come primo cittadino oriento sempre la mia azione alla dignità delle persone e mi ispiro alla Costituzione sulla quale ho giurato”.

 
 
 

Le più lette