sabato, 24 Febbraio 2024
 
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Palladio in 3D. I suoi 33 disegni saranno digitalizzati e si potrà vedere (e toccare) anche come l’autore cambiò idea e li modificò

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Il “corpus” custodito al “Cisa” oggetto di un lavoro che durerà 18 mesi da parte delle unviersità di Bolgona e Urbino

Un disegno di Palladio di un apalazzo sull’acqua, già al museo civico

Palladio in 3D. Sarà questo il risultato del progetto digitale che renderà visibile a tutti i disegni di Andrea Palladio, non più solo come li conosciamo ma tridimensionalmente, portando alla luce linee e segni che finora non sono visibili distintamente. Grazie a oltre 71 mila euro si spsa (57mila arrivati dalPNrr e 14mila aggiunti dal Cisa) sarà possibile avviare il progetto di digitalizzazione e valorizzazione dei disegni dell’architetto, conservati a palazzo Barbaran da Porto, se del Centro di architettura. I disegni sono 33, autografi drll’architetto, e giunsero al museo nel 1838 come donazione del collezionista veronese Gaetano Pinali. Com’è noto, la maggior parte dei disegni sono a Londra, al Royal Institute of British Architects (Riba) che conserva 350 opere autografe portate a Londra da Inigo Jones agli inizi del Seicento dopo la sua visita a Vicenza e l’incontro con Vicenzo Scamozzi.

Guido Beltramini, direttore el centro di architettura, assieme al sindaco Possamai, il soprintendente Fabrizio Magani ed Edoardo Demo

Due schermi touchscreen al Centro architettura e al museo civico permetteranno di vedere i disegni

Gli originali saranno riprodottinatiralmente ina risoluzione così dettagliata che si riuscirà a far emergere – come è stato sottlinato nella presentazione del progetto a palazzo Trissino – la tridimensionalità dei fogli, percependo ad occhio nudo gli avvallamenti della carta, le linee più leggere e le modifiche apportate nel tempo dallo stesso Palladio. “Questo dimostra quanto lavorare in rete, tutti insieme, possa portare ad ottimi risultati. Vicenza è una città meravigliosa che merita di credere in se stessa” afferma Edoardo Demo, presidente del Centro, ricordando il lavoro svolto asssieme alla Soprintendenza, ai musei civici di Vicenza, e al ministero della Cultura. All’incontro era presente anche il direttore del “Cisa”, Guido Beltramini. Il soprintendente Fabrizio Magani ha sottolineato “l’importanza degli  strumenti innovativi, perché è attraverso queste nuove tecniche che si può cambiare il metodo di visione e studio, non solo dei disegni di Andrea Palladio, ma di molti altri” aumentando così l’accessibilità al patrimonio artistico e culturale.

Il progetto del ponte di Rialto disegnato da Palladio e mai realizzato

Il progetto di digitalizzazione e restauro durerà 18 mesi e al termine prevede a palazzo Chiericati e al Palladio Museum due postazioni multimediali touchscreen gemelle che riprodurranno i fogli palladiani in forma tridimensionale, così da poterli ingrandire, girare o capovolgere, riuscendo così non più solo a guardare il foglio, ma aggiungendo una componente dinamica che consentirà di integrare e approfondire la conoscenza delle forme e dei dettagli nelle opere di Andrea Palladio.

Un investimento di oltre 71 mila euro, di cui 57mila dai fondi Pnrr

Vicino ai disegni si potranno vedere anche delle note grafiche che consentirano di vedere come l’autore abbia corretto e modificato le linee: sarà un ulteriore un’ulteriore fonte che consentirà di capire i pensieri, i cambiamenti e gli insegnamenti che l’architetto a distanza di più di 500 anni, può ancora donarci.

Questa rivoluzionaria metodologia di acquisizione fotogrammetrica tridimensionale è stata messa a punto dal quarto partner del progetto, il dipartimento di architettura dell’università di Bologna, con Marco Gaiani, in collaborazione con l’università di Urbino, ed è stata testata scientificamente su alcuni dei più celebri disegni di Leonardo come l’Uomo vitruviano delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, ma mai applicata in maniera estesa a un intero corpus di disegni. E saranno proprio i team delle due università ad effettuare la digitalizzazione

Assieme a questo progetto prenderà il via la creazione di un database contenente l’archivio di fonti documentarie, restauri, critiche ed esposizioni, tra cui preziosi materiali custoditi dalla biblioteca Bertoliana, rendendo pubblici approfondimenti collegati. “E’ importante consentire a un pubblico vasto la visione di questi disegni – sottolinea il sindaco Giacomo Possamai – sfruttando le nuove tecnologie e le nuove tecniche che possono consentire un gran salto di qualità, valorizzando così la città di Vicenza, attraendo oltretutto le fasce d’età più giovani.”

Inerente al progetto, il 13 dicembre, sarà esposto al Palladio Museum un disegno originale di Andrea Palladio, iniziativa realizzata con il sostegno della Camera di Commercio.

Francesca Piovesan

 
 
 

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