sabato, 24 Febbraio 2024
 
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Sequestrate due milioni di luci natalizie al centro ingrosso Cina di Padova

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Oltre 2 milioni di luci natalizie, sprovviste di regolare etichettatura con le informazioni minime per i consumatori, sono state sequestrate al Centro ingrosso Cina di Padova.

L’operazione, condotta dai Baschi Verdi del Gruppo di Padova, è scaturita da un’autonoma attività informativa, che ha consentito di individuare un esercizio commerciale nella zona industriale di Padova, dedito alla vendita diluci natalizie non conformi, per carenza delle istruzioni necessarie a garantire gli standard di sicurezza.

In particolare, la normativa vigente impone ai distributori di prodotti, a maggior ragione se elettrici, di esporre le etichette in maniera visibile e leggibile, corredando la merce destinata ai consumatori finali dell’apposita scheda esplicativa delle sue qualità e delle corrette modalità di utilizzo.

Nel corso dell’operazione, si è proceduto al sequestro di oltre 2 milioni di confezioni di luci natalizie e il rappresentante legale dell’impresa è stato segnalato alla locale Camera di Commercio per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative.

Il plauso di Ascom Padova

“Non si sono ancora accese tutte le luminarie natalizie nei nostri centri urbani e già ci troviamo a doverne spegnere, ma questa volta per fortuna sono quelle contraffatte e in vendita al Centro Ingrosso Cina – è il commento del presidente di Confcommercio Padova Patrizio Bertin – per cui dobbiamo ancora una volta plaudire all’intervento della Guardia di Finanza, che ha effettuato un sequestro di circa 2 milioni di confezioni di luci natalizie nel corso dell’ennesima operazione di contrasto alla diffusione di prodotti non a norma”.

“Abbiamo appena disdetto quella che veniva definita la “via della seta”, e sarebbe ora di arrivare rapidamente a chiudere un’altra strada, quella della contraffazione – aggiunge Bertin –  che sta causando ormai da troppo tempo notevoli danni in termini di concorrenza assolutamente sleale alle nostre attività commerciali e di salute per il consumatore finale”.

 
 
 

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