lunedì, 15 Aprile 2024
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“Un piano degli interventi con molte pecche”

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Il Centrodestra unito pronto a correggere ed emendare il documento in consiglio comunale a Rovigo

Un piano degli interventi del Centro Storico, quello messo a punto dall’amministrazione comunale di Rovigo, con molte pecche, che cercheremo di emendare in sede di consiglio comunale, sperando in un atteggiamento costruttivo di sindaco e giunta, per quanto i precedenti non inducano certo ai migliori auspici”. Lo spiega il centrodestra di Rovigo, compatto, dopo giorni – e notti – passate a lavorare, con i tecnici di riferimento, per valutare e migliorare il documento presentato dall’amministrazione comunale. A parlare in modo unitario sono Michele Aretusini capogruppo, Lorenzo Rizzato, Valentina Noce, Sabrina Magon, Monica Gambardella per la Lega; Mattia Moretto, capogruppo, per Fratelli d’Italia; Andrea Bimbatti, Vice Segretario Provinciale Forza Italia Rovigo, Mattia Maniezzo Consigliere Comunale

Un documento fuori tempo massimo

In primo luogo rileviamo come si tratti di un documento tardivo e fuori tempo massimo, perché arriva a fine legislatura e perché, con queste tempistiche, ha comportato la perdita di importanti opportunità, basti pensare al superbonus 110%, che avrebbero portato enormi benefici al centro storico”. Poi aggiungono: “Ci troviamo poi di fronte – e questo è gravissimo – a un piano degli interventi che rischia di penalizzare seriamente il centro storico e il suo futuro, trasformandolo in un dormitorio e dimenticando totalmente l’importanza e l’esigenza di avere attività economiche presenti per mantenerlo vivo. L’amministrazione, infatti, puntando unicamente sulla residenzialità, trascura quegli importanti meccanismi di premialità, pure previsti dal legislatore, per incentivare recuperi e investimenti da parte delle attività economiche in genere. Inoltre, constatiamo con rammarico come non si sia fatto nulla per aiutare i professionisti nel difficile dialogo con gli uffici. A questo proposito non possiamo non ricordare come l’assessore Cattozzo, dopo avere debuttato, al momento dell’insediamento, assicurando che, in buona sostanza, ci avrebbe pensato lei a fare lavorare i dipendenti comunali, si ritrovi con quello che pare un record a livello nazionale, ossia un ufficio urbanistica dove le pratiche si arenano, per la disperazione di tutti coloro che, professionisti e imprenditori, vivono con l’edilizia”.
“Da qui – prosegue il centro destra  – la necessità di proporre una serie di emendamenti migliorativi, messi a punto con i nostri tecnici. Suggerimenti che, speriamo, l’amministrazione possa prendere in considerazione”.

Un piano interventi per appartamenti formicaio

In tema di riutilizzo e recupero dell’esistente, per esempio, il piano degli interventi proposto, pur sfruttando una normativa specifica, che consente il riutilizzo di soffitte e sottotetti, lo fa senza alcun freno, rischiando di aprire alla creazione di una serie di mini appartamenti formicaio, con tutte le conseguenze in termini di sovraffollamento, difficoltà di convivenza ed esasperazione del problema posteggi che ne conseguirà. Una eventualità da scongiurare in ogni modo, bloccando tentazioni di speculazione di questo tipo e limitando questa opportunità di recupero e riutilizzo a chi già viva in loco”. Il centrodestra compatto ribadisce poi “Come sia necessario incentivare quelle attività che vogliano insediarsi in centro storico, portando anche al recupero dell’esistente. In questo senso, sarà necessario snellire le procedure, in particolare per quanto concerne le destinazioni d’uso, e prestare maggiore attenzione alle premialità per chi compie questa scelta, che la normativa mette a disposizione dei Comuni. Residenzialità e attività economiche devono coesistere nella giusta misura, dal momento che è questa la ricetta per un centro città vivo, frequentato e vitale. Un concetto di base, per chi si occupa di urbanistica e pianificazione, ma che pare essere stato dimenticato nella redazione di questo piano degli interventi”.

Ancora, altro punto assolutamente trascurato, la necessità di individuare procedure che, anziché bloccare e paralizzare le pratiche, coinvolgano tecnici, professionisti e progettisti, consentendo loro di confrontarsi con l’ufficio che, ovviamente, continuerà ad avere l’ultima parola. In questa maniera, confidiamo che sarà possibile superare molte delle gravi difficoltà che, al momento, affliggono il settore”.

“Infine – chiude l’opposizione – un doveroso richiamo all’accordo pubblico privato che apre alla lottizzazione di tutta l’area compresa tra la Tangenziale e via Stacche. In primo luogo, non possiamo non notare come l’amministrazione green e sostenibile ceda – e ceda alla grande – alla tentazione del consumo di suolo. Nel merito, poi, facciamo notare come, prima di pensare a costruzioni in zona, sarà indispensabile sistemare i gravissimi problemi di allagamento dell’area, segnalati a varie riprese dai residenti”.