sabato, 24 Febbraio 2024
 
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Allarme smog a Verona. Valdegamberi: «Inutile ridurre la velocità, occorre portare fuori dalla città gli attrattori di traffico»

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Alla luce dell’allarme smog scattato a Verona negli ultimi giorni, il Consigliere regionale del Gruppo Misto Stefano Valdegamberi si è espresso contro la riduzione dei limiti di velocità in città.

Leggevo che, nei giorni scorsi, è stato lanciato un concorso di idee per il riutilizzo degli spazi dell’ex seminario di San Massimo. Il problema dell’inquinamento della città di Verona va affrontato attraverso la riqualificazione energetica degli edifici (i primi responsabili delle emissioni) e con lo spostamento fuori dalla città degli attrattori di traffico. Cittadini, lavoratori e studenti, devono quotidianamente raggiungere il centro città per accedere ai servizi pubblici (Inps, Inail, scuole, Ulss, tribunali, provincia, uffici comunali di enti vari…) e privati (direzioni di banche, assicurazioni, uffici…), sia come lavoratori che come fruitori dei servizi. Perché non portare ai margini della città questi servizi, in siti facilmente accessibili dalla città e dalla provincia e ben serviti dai mezzi pubblici, invece di portare il traffico in mezzo alla città?”.

La proposta è del consigliere regionale del Gruppo Misto, Stefano Valdegamberi, per il quale è “inutile obbligare le persone ad accedere in città e poi lamentarsi per il traffico e l’inquinamento. L’uso dell’auto, soprattutto per chi viene dalla provincia e per chi lavora, non è un capriccio ma una necessità. L’ex seminario potrebbe diventare un’ottima soluzione per Verona, ove concentrare i servizi pubblici e privati portandoli fuori dalla città. Si trova in un luogo baricentrico alla provincia, servito dalle tangenziali e prossimo alle uscite autostradali. Riduzione dei tempi di percorrenza significa riduzione di emissioni”.

“Mi auguro che questa soluzione sia presa seriamente in considerazione dai decisori pubblici della città – conclude Valdegamberi – Il traffico e l’inquinamento non si abbattono con restrizioni che mortificano e rendono impossibile la vita per chi lavora, ma riducendo i tempi di percorrenza all’interno della città”.

 

 
 
 

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