venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Casa Zero, nella Marca ricostruiti proventi illeciti per 18 milioni di euro

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Si allarga la truffa legata al Supebonus 110%: denunciate tre persone, l’Agenzia delle Entrate proverà a recuperare le somme

Nuovo capitolo della vicenda riguardante Casa Zero e le truffe legate al Superbonus 110%. I finanzieri Nucleo di Polizia economico- finanziaria di Treviso hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di uno degli enti coinvolti nel consorzio di imprese di Nervesa della Battaglia, appurando la mancata dichiarazione di ricavi, frutto delle attività illecite, per oltre 18 milioni di euro nell’anno di imposta 2021. Il consorzio è al centro di un’indagine per frodi legate proprio alle agevolazioni sulle ristrutturazioni edili: in questo ambito sono già stati sequestrati crediti d’imposta per circa 32 milioni di euro, oltre a disponibilità finanziarie e immobili per oltre 2 milioni di euro.

Denunciati tre dirigenti della società

Il legale rappresentante e altri due amministratori “di fatto” dell’ente sono stati anche deferiti alla Procura della Repubblica di Treviso per il reato tributario di “dichiarazione infedele”. Le Fiamme Gialle sono giunte a questo rilievo applicando la normativa che consente di riprendere a tassazione i proventi illeciti derivanti dalla commissione dei reati e per i quali non è stato possibile operare, durante le indagini, sequestri o confische. In tale quadro, nel corso degli accertamenti penali era stato appurato che la società verificata, nel 2021, aveva ricevuto somme derivanti dalla “monetizzazione” (presso Poste Italiane S.p.a. nonché diversi istituti bancari) di crediti fiscali generati per lavori edili (mai realizzati) di cui al “Superbonus 110%”, ottenendo quindi una ingente liquidità.

Ora l’Agenzia delle Entrate proverà a recuperare le somme, anche attraverso il fallimento

Con quelle somme di denaro erano poi state pagate sia le cospicue parcelle dei professionisti coinvolti nell’inchiesta, sia le fatture emesse, a titolo di consulenza, da un’altra impresa con sede a Roma, addetta esclusivamente all’individuazione di  intermediari finanziari interessati all’acquisto dei crediti.

Le risultanze della verifica fiscale sono state quindi trasmesse all’Agenzia delle Entrate che, tenuto conto della pendenza della procedura di liquidazione giudiziale sull’ente e nell’ottica di garantire la tutela delle pretese erariali, potrà valutare la presentazione della domanda di ammissione al passivo.

 
 
 

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