mercoledì, 28 Febbraio 2024
 
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Celebrato il “Giorno della memoria” davanti alla lapide dei deportati posta all’Olimpico

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Hanno tenuto un’orazione il sindaco Possamai e il prefetto Caccamo

Il prefetto Caccamo durante il suo intervento alla cerimonia

«Su una lapide, posta in un giardino di rose, che commemora 20 bambini ebrei trucidati dai nazisti nel campo di concentramento di Neuengamme, a sud-est di Amburgo, è scritto: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla”.

Ecco, se oggi siamo qui, accanto alla lapide in ricordo degli ebrei deportati da Vicenza ad Auschwitz, è perché sentiamo il dovere di parlare, di dare voce e memoria a tutte le vittime innocenti della Shoah e della violenza dell’uomo nei confronti di altri uomini e di altre donne».

Il sindaco depone una rosa davanti alla farmacia “Al Redentore” che fu di Carlo Crico, deportato dai nazisti e mai più tornato

Con queste le parole, pronunciate in piazza Matteotti davanti alla lapide che ricorda i deportati partiti da Vicenza, il sindaco Giacomo Possamai ha voluto sottolineare l’importanza e il senso di continuare a commemorare il Giorno della Memoria. Alla cerimonia erano presenti, naturalmente, il prefetto Caccamo (che è intervenuto) e Maria Cristina Franco in rappresentanza della Provincia. Molte le autorità militari presenti.

Alla cerimonia – dice una nota del municipio – insieme alle autorità hanno preso parte anche studenti delle scuole superiori della città: «A loro – ha detto il sindaco – dobbiamo dare dimostrazione che questa cerimonia non è solamente un momento di doverosa commemorazione, ma è l’occasione per ribadire con forza e con determinazione che ogni giorno abbiamo il dovere di testimoniare con le parole e con gesti concreti, il nostro mai più».

E prima di incamminarsi verso i luoghi di Vicenza dove sono state collocate le pietre d’inciampo dedicate a Pietro Franco, Torquato e Franco Fraccon, Guido Orvieto, la moglie Angela Caivano e Carlo Crico, il sindaco ha annunciato: «Mi piacerebbe che la nostra amministrazione, su precisa volontà del consiglio comunale, ne proseguisse la posa iniziata da chi ci ha preceduto, perché altri sono i nostri concittadini che non possiamo dimenticare».

 

 
 
 

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