venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Guardia di Finanza di Treviso, confiscati beni per oltre 2 milioni di euro

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Confiscate dalla Guardia di Finanza di Treviso case e auto a 7 soggetti condannati per reati passati in giudicato

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, su delega della Procura della Repubblica, hanno eseguito sette distinti provvedimenti di confisca di beni, per un importo complessivo di circa 2,1 milioni di euro, in seguito alla condanna definitiva di altrettante persone per reati tributari.

I beni immobili e mobili confluiti nel patrimonio dello Stato consistono in 4 fabbricati, 5 veicoli, 2 partecipazioni societarie e disponibilità finanziarie, mentre i reati per i quali è stata emessa la sentenza definitiva riguardano in due casi l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un  totale di 800 mila euro; in altri tre casi, l’omessa dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette e dell’Iva per 387 mila euro; in un ulteriore caso, la dichiarazione fraudolenta di costi fittizi per 200 mila euro; infine, in un ultimo caso, l’omesso versamento dell’Iva per circa 740 mila euro.

Condannati amministratori di imprese di vari settori

Destinatari delle condanne soggetti che, all’epoca dei fatti, erano amministratori di imprese attive nei settori delle opere stradali, dell’ingegneria informatica, della lavorazione di  prodotti tessili, del commercio di vetro, dell’agricoltura e della compravendita di autoveicoli. Con le condanne, sono state irrogate anche pene per complessivi 111 mesi di reclusione, diversamente distribuiti tra gli indagati secondo la gravità dei reati: si va da un minimo di 8 mesi a un massimo di 2 anni.

Sigilli a una villa, tre abitazioni e auto

Per quanto riguarda gli immobili confiscati, si tratta di una villa e tre abitazioni residenziali, con relative pertinenze, tutte nella Marca. Tra le autovetture, invece, spiccano una Bmw e una Nissan di recente immatricolazione.

“L’intervento della Guardia di Finanza di Treviso, in sinergia con la locale Procura della Repubblica – si legge in una nota della stessa Gdf – dimostra che i responsabili delle condotte illecite, caratterizzate da evidenti vantaggi patrimoniali, vengono perseguiti non solo con pene afflittive a carattere personale,  ma anche privandoli dei beni nella loro disponibilità, in misura equivalente all’ammontare dei proventi dei reati”.

 
 
 

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