sabato, 2 Marzo 2024
 
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Le richieste salgono dal territorio verso Actv: “Biglietto unico per il trasporto pubblico”

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La richiesta parte dal voler favorire, a detta delle singole realtà, una mobilità più sostenibile e con sistemi di mobilità integrata ed interscambio

Torna insistentemente la richiesta per il biglietto unico integrato per il trasporto pubblico in tutto il miranese e la Riviera per i percorsi interni alla Città metropolitana, con particolare attenzione agli abbonamenti scolastici e alle fasce più deboli. Sono in contemporanea molte le città (Mira, Spinea e Scorzè in prima fila) dalle quali arriva l’appello alla capofila Venezia per chiedere ad Actv la revisione dei prezzi ma soprattutto delle fasce di percorrenza per biglietti e abbonamenti attualmente ancora considerati “extraurbani” magari anche solo per un paio di chilometri, due fermate o il passaggio di un cavalcavia.

La richiesta parte dal voler favorire, a detta delle singole realtà, una mobilità più sostenibile e con sistemi di mobilità integrata ed interscambio, dato che le tariffe dell’Actv per biglietti e abbonamenti lungo tutto il Miranese, sarebbero decisamente sproporzionate rispetto a quelle interne del Comune di Venezia. Per un esempio, per spostarsi con l’autobus di pochi chilometri tra Spinea e Mirano, il biglietto arriva anche a tre euro rispetto all’euro e cinquanta con il quale all’interno del comune di Venezia si possono percorrere più di quindici chilometri. Per gli studenti, poi, la situazione peggiora, dato che un abbonamento annuale urbano costa a un veneziano 230 euro, mentre se abiti fuori comune anche di pochi chilometri o una sola fermata si arriva al 370 euro escludendo oltretutto la navigazione.

“Un problema che avevamo fatto presente già al momento dell’avvio della nuova giunta – dice da Spinea il consigliere ed ex candidato sindaco Massimo De Pieri – ma per il quale non avevamo ottenuto nessuna risposta dal Actv. Non è possibile che i nostri ragazzi siano svantaggiati in un servizio per loro necessario sia come orari che come capienza mezzi che come prezzi. Per Spinea è dal lontano 1974 che questa vergogna continua. Allora però non c’era un’unica società di trasporti pubblica, Actv, ma una pubblica che arrivava fino al confine del Comune di Venezia mentre quella privata faceva servizio sia urbano che extraurbano”.

La protesta arriva anche da Scorzè: il sindaco Nais Marcon ha avuto un incontro con i genitori di alcuni alunni frequentanti la scuola secondaria di secondo grado e che utilizzano i mezzi pubblici per recarsi a a Mirano.

Massimo Tonizzo

 
 
 

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