domenica, 3 Marzo 2024
 
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Confesercenti Venezia Rovigo interviene sul tema movida, “Si al confronto ma no alla caccia alle streghe”

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Confesercenti Venezia Rovigo sul tema movida ricorda come i locali hanno un valore aggregativo e sociale oltre a contribuire all’economia

Confesercenti Venezia Rovigo prende posizione nel dibattito sulla cosiddetta “movida” in centro storico a Venezia. L’associazione conferma la propria disponibilità e volontà a partecipare ad eventuali occasioni di confronto promossi dalle istituzioni e,
a tale proposito, ringrazia fin d’ora l’amministrazione per aver confermato un incontro a breve, quale spazio di confronto.

“Sottolineando il nostro impegno nel difendere i diritti delle imprese e il diritto ad esercitare la propria attività professionale in maniera serena, non possiamo fare a meno di ricordare che la quasi totalità degli esercizi pubblici svolge il proprio lavoro con modalità virtuose e che non riteniamo corretto un atteggiamento di “caccia alle streghe” spiega Angelo Zamprotta, coordinatore P.E. in centro storico. “I locali di somministrazione hanno un impatto sociale ed economico sul tessuto cittadino di importanza primaria, il numero di persone occupate che registriamo è tra i più alti tra le categorie commerciali, incide sull’aspetto dei trasporti in maniera significativa e, non da ultimo, contribuisce all’economia cittadina con gettiti fiscali significativi”.

Confesercenti ricorda inoltre, che sotto l’aspetto sociale, i locali siano luoghi di aggregazione e di socialità imprescindibili in un contesto urbano, oltre ad essere dei veri e propri presidi sul territorio, spesso disincentivando comportamenti che altrimenti
non sarebbero rilevati. “Siamo convinti che la comunione di intenti tra operatori del settore, amministrazione e comunità residente riesca a lavorare su soluzioni ampiamente condivise e che favoriscano la civile convivenza – conclude Zamprotta – considerando che
l’identità della città passa anche attraverso i pubblici esercizi, parte fondamentale della nostra storia e delle nostre tradizioni”.

 
 
 

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