domenica, 3 Marzo 2024
 
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Immobili e aree degradate a Verona: inizia la fase operativa con interventi per i siti più «sensibili»

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Nuovo step per la gestione degli immobili abbandonati e delle aree degradate sul territorio di Verona.

Dopo la mappatura iniziata nei mesi scorsi, messa a punto dalla Polizia locale insieme agli uffici comunali, è iniziata la fase operativa della gestione degli immobili abbandonati e delle aree degradate. Prevede, cioè, di incontrare i proprietari degli immobili interessati per informarli non solo della nuova metodologia adottata dal Comune su questo tema, ma anche per concordare insieme gli interventi da eseguire sugli edifici e sulle aree attenzionate.

Numerose le questioni di cui tenere conto: dalle diverse caratteristiche e tipologie di immobili, alla loro ubicazione e presenza o meno di progetti di rigenerazione urbana in corso.

Aree e immobili interessati: l’iter

Una trentina gli immobili e le aree mappate fino ad ora, tra pubblici e privati, di cui una decina ritenuti a maggior rischio degrado. È il caso delle ex Officine Cardi al Chievo, di alcune aree molto vaste in via Gardesane e di altri immobili sparsi sul territorio, per i quali è partito lo specifico iter, che prevede di contattare la proprietà e, successivamente, di presentare la diffida per la messa in sicurezza dell’immobile. Nel caso in cui le indicazioni della diffida non vengano rispettate, si procede con l’emissione dell’ordinanza contingibile e urgente, per il cui mancato rispetto sono previste anche denunce penali.

Un iter già attuato di recente su due aree attenzionate e sulle quali si è intervenuto per limitare il rischio di degrado, all’ex deposito della Stazione di Porta Vescovo (Adige Docks) e alle ex Officine Falconi, e che ora verrà replicato in altri siti “sensibili”, il cui ordine di priorità è stato condiviso con Prefettura e Questura.

“Quello in corso è un processo nato da diversi mesi e che ora è una delle sue fasi più operative e stringenti – spiega l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi-. Si tratta di attività che puntano a limitare il degrado di alcune aree e edifici in disuso che, per caratteristiche e posizione, ne sono più a rischio. Un processo complesso, frutto del lavoro di squadra di diversi attori e della sinergia tra Polizia locale, i settori Informatica, Manutenzioni edilizie,  con vantaggi nella definizione e nell’efficienza dei processi interni del Comune e dei numerosi uffici coinvolti. Da parte delle proprietà c’è la massima collaborazione, quelle incontrate sino ad ora hanno tutte manifestato stupore per una metodologia che fino ad ora non era mai stata seguita”.

L’iter procede in parallelo sugli immobili momentaneamente dismessi di proprietà del Comune, per i quali si stanno studiando le migliori soluzioni attuabili, come ad esempio l’ex Piscine Lido, che nei prossimi mesi verranno demolite in vista di un uso temporaneo degli spazi attraverso la co-progettazione con i cittadini e degli stabili all’interno del giardino Raggio di Sole, in passato adibiti a punto di ristoro e per i quali si sta ora definendo un uso sociale.

 
 
 

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