mercoledì, 28 Febbraio 2024
 
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PMA, vent’anni dalla legge sulla procreazione assistita: in Italia il 4% delle gravidanze inizia così, Veneto tra le regioni di riferimento

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Secondo la relazione al parlamento sulla PMA 2023 dello scorso ottobre, in Italia le coppie trattate sono passate da 65.705 del 2020 a 86.090 del 2021 e i bambini nati vivi sono passati da 11.305 a 16.625

Il 10 febbraio 2024 ricorre il ventesimo anniversario della Legge 40/04 sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Secondo la relazione al parlamento sulla PMA 2023 dello scorso ottobre, in Italia le coppie trattate sono passate da 65.705 del 2020 a 86.090 del 2021 e i bambini nati vivi sono passati da 11.305 a 16.625. Nel 2022 delle 387.934 nascite registrate, 14.364 sono relative a gravidanze in cui sono state attuate tecniche di PMA. Dato significativo, che sfiora il 4% delle gravidanze complessive. Il divario e’ in continua crescita tra nord e sud del nostro paese. Il Veneto è sicuramente tra le regioni di riferimento, se si pensi che con una normativa ad hoc, la dgr 91, nel 2022 ha istituito la Rete Regionale della Procreazione Medicalmente Assistita al fine di migliorare la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza degli interventi assistenziali nella prevenzione e cura dell’infertilità e migliorare l’efficienza dei servizi sul territorio regionale e vengono impartite ulteriori determinazioni in merito all’attività di PMA. L’infertilità è una problematica di interesse sociale che colpisce il 15-20% della popolazione in età riproduttiva (dati OMS). L’Organizzazione Mondiale della Sanità la riconosce da tempo come malattia in quanto in grado di alterare lo stato di salute (inteso come lo stato di completo benessere psichico, fisico e sociale) dell’individuo.

La Regione Veneto per rispondere ai bisogni di cure, ha definito tre livelli di intensità di intervento, a cui è possibile accedere rivolgendosi al proprio medico curante.

I LIVELLO (specialistica ambulatoriale) non comporta il ricorso a interventi chirurgici né a procedure invasive e prevede l’effettuazione di tecniche di inseminazione in cicli naturali o con induzione della crescita follicolare multipla ed eventualmente la crioconservazione degli spermatozoi.

II LIVELLO (chirurgia ambulatoriale) prevede interventi e procedure invasive, anche in sedazione profonda, ma senza il ricorso ad anestesia generale, per l’effettuazione, oltre a quanto indicato per il I livello, di: prelievo ovocitario ecoguidato e fecondazione in vitro con trasferimento in utero degli embrioni (FIVET, ICSI), prelievo degli spermatozoi dal tratto genitale maschile (prelievo percutaneo- MESA e PESA- o biopsia testicolare), crioconservazione/criopreservazione di gameti femminili e maschili e di embrioni, banca di gameti ed embrioni, test genetico preimpianto.

III LIVELLO (chirurgia con ricovero) prevede interventi e procedure invasive anche in anestesia generale per l’effettuazione, oltre a quanto indicato per il I e II livello, di interventi chirurgici complessi quali microTESE o tecniche di II livello in pazienti con patologie associate, nonché il prelievo di tessuto gonadico per la preservazione della fertilità.

Giulia Sciarrotta

 
 
 

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