lunedì, 26 Febbraio 2024
 
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Primo trapianto con cuore non battente in Italia, Francesco a Palazzo Balbi con Zaia

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Il Presidente Zaia per la Giornata delle cardiopatie congenite presenta il primo caso in Italia di trapianto da paziente in morte cardiaca

In occasione della Giornata mondiale dedicata alle cardiopatie congenite che si celebra il 14 febbraio, si è tenuto un toccante punto stampa oggi, 12 febbraio a Palazzo Balbi, alla presenza dal Presidente Luca Zaia, dall’assessora Manuela Lanzarin e dal cardiochirurgo Gino Gerosa. E’ stato infatti presentato Francesco, il primo paziente in Italia trapiantato di cuore da un paziente in morte cardiaca a Padova, proprio dall’equipe del prof. Gerosa.

La sua vicenda, ora, è già entrata nei libri di storia della Medicina come una tappa fondamentale nella chirurgia cardiaca. Come ha ricordato il professor Gerosa, infatti, il successo di quel trapianto, portato a termine con un cuore fermo, ha aperto la via e oggi
se ne contano 4 sempre a Padova e 17 in tutta Italia.

“È la mamma che accompagna Francesco nelle camminate: mi ha detto che prima dell’intervento era costretta a fermarsi per aspettarlo lungo la strada, adesso si è dovuta munire della bicicletta. È lui a dettare il passo in una marcia divenuta veloce – ha riassunto così il presidente. “È stato emozionante la sorpresa di vedere Francesco, sentirlo raccontare la sua esperienza e, soprattutto, constatare in quale forma fisica si trovi – sottolinea il presidente Zaia -. Il professor Gerosa con tutto il team dell’Azienda Ospedale Università di Padova ha portato a termine un lavoro eccezionale, che ha fatto scuola in tutto il mondo. Aver ampliato l’attività ai trapianti da pazienti in morte cardiaca non è stata
soltanto una grande operazione per salvare una vita ma ha significato l’apertura di un nuovo corso. Un primato che si aggiunge per il Veneto a quello del primo trapianto cardiaco italiano nel 1985 con il professor Gallucci. Per la seconda volta in questo ambito in Veneto si è varcata la soglia di quello che era ritenuto impensabile. È il frutto di un tessuto scientifico dove ricerca e terapia sono strettamente connesse restando sempre al passo con i tempi e, se possibile, anticipandoli”. “Ogni anno in Veneto ci sono circa 300 nuovi nati affetti cardiopatie congenite più o meno gravi con un’incidenza sulla popolazione tra l’8 e il 10 per mille – aggiunge Zaia – ma il dato che più deve far riflettere è che le cardiopatie sono la principale causa di morte”.

L’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha ricordato anche lo sforzo rilevante della Regione nella prevenzione ma il clou dell’incontro è stato l’intervento sereno, a tratti commosso di Francesco. “Sono grato per avermi concesso di essere protagonista
di questa esperienza tanto importante per me e la mia famiglia – ha concluso -. Quando mi hanno detto che sarei stato il primo paziente per questo tipo di intervento mi sono affidato senza esitazione ai sanitari. Ho pensato alla mia salute e ho capito che il primo paziente
è un paziente normale”.

 
 
 

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