mercoledì, 28 Febbraio 2024
 
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Rilancio della Rocca, Sandonà (Lega): “Un volano economico per tutta l’area di Monselice e dei Colli Euganei”

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Approvata in Consiglio regionale la mozione per il rilancio della Rocca di Monselice e il completamento dell’ascensore “rimasto bloccato da un processo basato sul nulla”

“Con soddisfazione è stata approvata la mozione di cui sono primo firmatario, sulla Rocca di Monselice affinché il Consiglio regionale del Veneto affronti una riflessione sul futuro stesso del prezioso manufatto, del mastio e di tutto il suo complesso, partendo dal completamento dell’ascensore. Un compendio di alto valore storico e che se, debitamente rivalutato, potrebbe trasformarsi in un grande volano economico per tutta l’area di Monselice e dei Colli Euganei da inserire in un circuito turistico, di valenza naturalistica e culturale, grazie alla vicinanza dell’area termale euganea e del Parco Colli. Si potrebbe inoltre creare all’interno dell’area un Museo interattivo che dialoghi con gli altri musei veneti; il tutto nell’ottica di rilancio delle attività economiche e turistiche dell’area. C’è necessità di un importante confronto con il territorio, con le imprese, albergatori, con gli enti locali, per creare una grande progettualità”. E’ con queste parole che il consigliere regionale padovano di Lega – LV, nonché presidente della Prima Commissione consiliare, Luciano Sandonà, commenta l’approvazione della mozione sulla Rocca di Monselice.

“La Rocca di Monselice – sottolinea Sandonà – è una imponente fortificazione medievale voluta dall’imperatore Federico II di Svevia e domina la cima del Colle della Rocca nella città murata padovana alla quale vi si accede dalla scalinata da Villa Duodo. Edificato sui ruderi di un precedente castelletto bizantino conquistato dai Longobardi nel 602 d.C., per la sua costruzione fu necessario demolire l’antica pieve di S. Giustina, ora Duomo Vecchio. Il percorso segue un camminamento fortificato con diversi edifici residenziali e Villa Nani-Mocenigo, costruita, assieme alle scuderie, dal nobile veneziano nel Seicento”.

“Dalla scalinata a terrazzamenti si raggiungono le famose Sette Chiese, ognuna dedicata ad un santo diverso fino al Santuario di San Giorgio, che ancora oggi accoglie numerose reliquie e 25 salme di martiri cristiani vere e proprie mummie stile Egitto –  illustra Luciano Sandonà – il compendio architettonico ha grande valenza storica e turistica: il tutto da sviluppare nell’ottica del turismo lento, che cresce a doppia cifra nel Veneto e della riscoperta dei nostri borghi. Ma i progetti legati allo sviluppo del territorio rimangono al palo a causa di un ascensore non ancora terminato, strascico di una lunga e tormentata vicenda di errato concetto di tutela dell’ambiente che a Monselice si è spesso tradotto in contrapposizione e contesa politica, lasciando l’opera incompleta”.

“L’ascensore della Rocca è vittima sacrificale di questa errata logica ambientalista, invece di essere opportunità e sfida per una cittadina che ambisce a sfruttare le proprie risorse turistiche e a trasformarle in attività di sviluppo economico per la comunità. L’opera era stata interamente finanziata dalla Regione del Veneto e dall’Unione Europea, e al comune di Monselice non sarebbe costata nulla. E, invece sul progetto vi è stato un esposto, risultato poi infondato, che ha messo in moto un meccanismo giudiziario che è da sempre l’arma favorita di chi vuole bloccare un’opera da realizzare. Le conseguenze sono state il sequestro del cantiere e il blocco dei lavori con inevitabile spreco di denaro pubblico”, prosegue Luciano Sandonà

“Alla fine, la lunga e tormentata vicenda giudiziaria non ha portato ad alcuna incriminazione e tutti gli attori coinvolti nella vicenda sono stati pienamente assolti o le posizioni archiviate. E il processo è finito nel nulla come da tradizione italica. Ricordiamo invece altri esempi di ascensori o scale mobili che hanno aumentato esponenzialmente il turismo pur in presenza di territori fragili e in pieni centri storici: casi li troviamo a Bergamo Alta o a Colle Val d’Elsa; e ancora Amalfi, Certaldo, Gubbio, Genova solo per fare degli esempi. O ancora la Rupe di Orvieto, le scale mobili di Belluno, Siena, Assisi, Perugia, Todi, Spoleto, o nel trevigiano a Castelbrando dove c’è una funicolare che taglia la montagna. L’ascensore è stato in buona parte realizzato, – sottolinea Sandonà – c’è un cantiere aperto, abbandonato da anni, con conseguente spreco di denaro pubblico senza responsabili ed una ferita aperta che andrebbe rimarginata. Parlando di conti, ci sono due milioni di mancati contributi europei per l’opera, 6-700 mila euro di lavori non finiti e il costo del processo, altri 2-300 mila euro che pesano sugli enti pubblici. Alla fine, si arriva a un conteggio di quasi 3 milioni di euro che pesano sulla collettività”.

“Ci sono voluti 15 anni ma alla fine la verità è emersa: nel cantiere per la realizzazione dell’ascensore sulla Rocca non ci sono stati reati e irregolarità di alcun tipo: le carte erano perfettamente in regola. Con la mozione chiediamo il completamento dell’ascensore della Rocca, riprendendo in mano il progetto e aggiornandolo con gli adeguamenti necessari”, conclude il Presidente Prima Commissione, Luciano Sandonà.

 
 
 

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