mercoledì, 28 Febbraio 2024
 
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Rovigo, Aretusini “Riapertura della piscina ritardata da un grave errore”

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Michele Aretusini, capogruppo della Lega a Palazzo Nodari: “Slitta la riapertura della piscina perché  non è inserita tra gli impianti sportivi comunali”.

“C’è un gravissimo errore, commesso dall’amministrazione comunale di Rovigo, che avrà come effetto immediato e inevitabile un allungamento di alcune settimane nei tempi di riapertura del polo natatorio”. Lo annuncia il capogruppo della Lega Michele Aretusini.

Il Polo Natatorio non è tra gli impianti sportivi comunali

“Da alcuni giorni, il sindaco (dimissionario) Gaffeo e il presidente del consiglio comunale (per caso) Saccardin ripetono con somma soddisfazione (non si sa motivata da cosa, visto quanto sta accadendo, con la piscina comunale chiusa), che per emanare il bando volto alla nuova gestione e alla riapertura del polo natatorio, sarà necessario un passaggio in consiglio comunale.

Dimenticano però di dirvi, o proprio non vogliono dirvelo, per quale motivo serva questo passaggio, visto che, normalmente, non sarebbe necessario. Lo è, invece, perché dal 2020, ossia da quando l’amministrazione comunale è entrata in possesso del polo natatorio, a oggi – e siamo nel 2024 – il polo stesso non è mai stato inserito tra gli impianti sportivi comunali”.

Un passaggio necessario che richiede un mese di tempo

“Avete capito bene – prosegue Aretusini – lo stesso Comune che viene a farvi storie se sbagliate di alcuni centimetri a costruire la tettoia, o se dipingete casa di un colore non previsto dal regolamento comunale, si è dimenticato di mettere nero su bianco di essere in possesso di un polo natatorio. E sì che è bello grande. Si vede bene. Ma niente. Se lo sono dimenticato. Così, serve questo ulteriore passaggio, che sta richiedendo circa un mese di tempo. Ossia un mese in più prima di una riapertura per la quale già non vi sono tempistiche certe. In parole povere, un disastro nel disastro. La verità è questa. E capisco anche che avrebbero preferito non raccontarvela, perché è davvero imbarazzante”.

“Se questa amministrazione avesse lavorato bene, non sarebbe servito alcun passaggio in consiglio per affidare la gestione del polo natatorio, come mai è servito, per esempio, per lo stadio di calcio. Serve perché ha lavorato male. E questo nonostante i solleciti, in consiglio comunale, le richieste di informazioni, le domande, sulla situazione della piscina, abbiano sempre avuto risposte di circostanza, sino a quando non è esplosa la bomba. Gaffeo e i suoi, come sempre, hanno voluto fare tutto da soli, in splendido isolamento, partorendo un orrido risultato”.

“Del resto abbiamo visto come questa amministrazione, quando fallisce nel risolvere i grandi problemi della città, ossia sempre, giochi con piacere la carta dello scaricare compiti e responsabilità che dovrebbero essere sue sul consiglio comunale. Lo ha fatto con Iras, quando ha voluto a tutti i costi bocciare la proposta che avrebbe salvato Casa Serena, salvo poi venire completamente sbugiardata dal Tar; e lo fa ora”.

“Attenzione, però il sindaco sappia che noi faremo sino in fondo il nostro dovere per restituire alla città quel servizio garantito dal polo natatorio interrotto per la pessima gestione della vicenda da parte di sindaco e giunta; pretenderemo, però, che la proposta dell’amministrazione sia validata e riscontrata da tutti i pareri tecnici e dirigenziali del caso: sindaco e amministrazione non percepiscono laute indennità per poi scaricare le responsabilità su altri”.

 

 
 
 

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