venerdì, 1 Marzo 2024
 
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Rovigo, “Le aree a 30 km/h non hanno senso in città”

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Il Sindacato Unitario della Polizia Locale  di Rovigo attraverso il coordinatore provinciale Mirco Gennari dissente dall’eventuale attivazione di aree a 30 km/h

La nota del Supl di Rovigo- Sindacato unitario della Polizia Locale firmata dal coordinatore Mirco Gennari: “Noi che la strada la conosciamo e la viviamo quotidianamente, non possiamo sottrarci al dibattito sull’estensione a tutto il centro urbano di Rovigo del limite dei 30 km/h, di cui si parla in questi giorni dopo che Bologna ha fatto da apripista, diventando la prima città italiana ad approvare un simile provvedimento, in linea con il trend in voga al momento.

“Il nostro lavoro non ci impedisce di dissentire”

Siamo consapevoli che il lavoro dello “sbirro”, mestiere che ci siamo scelti, implica tra le varie cose anche il dover farsi violenza nel costringere altri al rispetto di norme o disposizioni che noi per primi riteniamo irrazionali, ben consci dell’assurdità di determinati provvedimenti o del carattere vessatorio di altri, ma ciò, anche al netto del giuramento fatto verso le Istituzioni nel superiore interesse della collettività, non ci impedisce di dissentire.

Non a caso, quale SULPL – Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale, da professionisti della strada abbiamo particolarmente apprezzato la presa di posizione di Antonio Biasin, presidente dell’ACI di Rovigo, alla quale vogliamo dare eco, ovvero che le aree a 30 km/h per avere un senso devono essere limitate e funzionali a tutelare l’utenza debole (es. in prossimità scuole, ospedali, aree pedonali, ecc), e non generalizzate ed estese ad interi centri urbani. Altrettanto dicasi quando afferma che il reale deterrente è la maggiore presenza della Polizia Locale e delle altre forze dell’ordine, come abbiamo sempre sostenuto, perché la vera sicurezza è fatta di controlli di persone sulle persone. Motivo per cui non ci stancheremo mai di chiedere ai comuni di implementare gli organici, ormai all’osso.

Inutile però negare che tra le amministrazioni locali, l’idea di fondo dell’abbassamento generalizzato del limite a 30 km/h sta iniziando a prendere piede un po’ ovunque, sulla spinta di pressioni politiche provenienti da più fronti, molti dei quali sconnessi dalla realtà.
Quale può essere il risultato di simili provvedimenti, se non mettere per l’ennesima volta a dura prova la pazienza dei cittadini?

Senza timore di smentita, potremmo dire aumento dei tempi di percorrenza (anche per i mezzi pubblici) e quindi del traffico, con conseguente aumento delle emissioni di CO2, anche dovuto alle basse velocità (ricordiamo che non tutti possono permettersi l’auto elettrica), e la totale esasperazione della gente comune, che volente o nolente deve usare l’auto per spostarsi e per lavorare. Un affare.

E’ infatti improponibile allo stato attuale tentare di importare nelle nostre piccole città modelli di mobilità nati per le grandi metropoli, servite da una capillare ed efficiente rete di trasporto pubblico, dove effettivamente possedere un’auto può risultare quasi superfluo.
Ad ogni modo questa volta le alte sfere della politica pare si stiano davvero impegnando nel loro desiderio di risultare impopolari, in quello che appare come un vero e proprio attentato alla mobilità privata.

E come sempre tocca a noi appartenenti alla Polizia Locale metterci la faccia, col rischio di un aumento esponenziale delle aggressioni agli operatori da parte di persone esasperate dalle circostanze, e con la certezza di creare un abisso tra la popolazione e le Istituzioni.
Non chiediamoci poi come abbia fatto un soggetto come Fleximan a diventare un eroe popolare, perché la risposta appare scontata

 
 
 

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