domenica, 14 Aprile 2024
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Siotto: “Raccolta fondi per l’Olimpico è una strada discutibile e populista. Perché il Comune non trova i soldi e li chiede ai cittadini?”

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“La serietà politica e amministrativa vorrebbe che fosse mostrato un progetto”

Le cattive condizioni della facciata dell’Olimpico

La consigliera comunale Simna Siotto spara a zero contro l’iniziativa della raccolta fondi per le facciate dell’Olimpico. “Mntre Montebelluna si mostra un Comune virtuoso, promuovendo e sviluppando progetti culturali attraverso il meccanismo dell’art bonus, cosi consentendo agli imprenditori più sensibili di godere dei benefici fiscali di legge, Vicenza sceglie la strada, discutibile e populista, della raccolta fondi, attraverso la costituzione di un comitato formato da due associazioni”.

“Serietà , politica ed amministrativa, vorrebbe che prima di tutto fosse esposto alla città un progetto, che non puo’ essere solo quello di “ridare decoro alla facciata del Teatro Olimpico“, espressione che dice tutto e dice niente: ma di detto progetto al momento non vi è traccia”.

“Serietà, ancora, vorrebbe che tutte le associazioni fossero state coinvolte”.

Unaltra imamgine della facciata scristata dell’Olimpico

“Serietà vorrebbe che venisse spiegato alla città perché si è scelto di chiedere ai cittadini di mettere le mani nelle proprie tasche invece di trovare i fondi nel bilancio comunale, che, viceversa, è sempre pronto a soddisfare manie di comunicazione o feste gratuite, ma non i reali bisogni della città”.

“Serietà, ancora, impone di chiedersi perché non si e’ collegato questo ipotetico progetto allo strumento dell’art bonus, che funziona e che consente un mecenatismo vero ed al passo con i tempi e gli strumenti fiscali che oggi esistono e chi governa ha il dovere di conoscere e di gestire”.

“Serietà, ancora – sottolinea Siotto – e per finire, impone di dire che “raccolta fondi” altro non è che il sinonimo, poco elegante, di crowdfunding, strumento tanto caro alla sinistra quando poco efficace nei progetti importanti, tanto più che non è dato capire a quale tipologia l’amministrazione stia pensando e, dato ancora più rilevante, quello in esame appare come un qualcosa di preconfezionato e di non reale coinvolgimento pubblico, come invece stanno facendo le città di Venezia e Milano”.

“La sensazione, ancora una volta, è che la città venga coinvolta per finta su un progetto che non esiste e non ci verrà mai nemmeno esposto”.