mercoledì, 24 Aprile 2024
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Anche a Vicenza si registra il “boom” dell’università telematica: nuova sede del gruppo Multiversity in piazzale Bologna

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“Università tradizionali e telematiche alleate per recuperare il gap dei laureati in Italia rispetto all’Europa”

Il sindaco Possamai assieme alla vice Isabella Sala taglia il nastro inaugurale della nuova sede in piazzale Bologna: con lui Montante, Salin, Dalla Fontana, Xoccato

L’università telematica ha registrato un boom nel Nordest. Le cifre sono eloquenti: dal 2019 al 2023 le università tradizionali hanno registrato un aumento da 512mila a 551mila studenti, meno del 10 per cento. Quelle telematiche hanno raddoppiato gli iscrititi: da 58 mila a 110 mila. Le cifre le ha portate Giorgio Xoccato, presidente della Camera di commercio, intervenuto al dibattito che ha fatto corona all’inaugurazione della nuova sede d’esami a Vicenza del gruppo Multiversity, che raggruppa tre università telematiche: Pegaso, Università mercatorum e la San Raffaele di Roma. I nuovi spazi sono stati ricavati in piazzale Bologna, complesso purtroppo noto alle cronache per i problemi di sicurezza e che adesso, anche grazie a questa scelta, può giocarsi un futuro diverso.

Fontana (Accademia Olimpica): “Le università telematiche non sono più quelle di vent’anni fa. Hanno docenti di prim’ordine”

Il concetto e la speranza l’ha sostenuta il sindaco Possamai intervenuto all’incontro, mentre il dibattito ha visto protagonisti, oltre a Xoccato, Adamo Dalla Fontana, presidente della Fondazione studi universitari di Vicenza, Giovanni Luigi Fontana, presidente dell’Accademia Olimpica, Gerlando Montante, direttore poli e sedi territoriali di Multiversity e naturalmente Matteo Salin che della sede vicentina è l’anima da quattro anni. Il dibattito, intitolato Beautiful minds, la scelta universitaria nell’era digitale, è stato coordinato dal giornalista Antonio Di Lorenzo.

Montante: “L’Italia ha il 50% di laureati in meno rispetto ai Paesi europei. Dopo l’Italia nella classifica c’è solo la Romania”

Uno scorsio del dibattito per l’inaugurazione della sede: si riconscono fra i relatori Xoccato e Fontana

Università tradizionale e telematiche alleate, dunque, e non contrapposte per uno sviluppo parallelo: il concetto è risuonato un po’ da tutti i relatori, perché, come ha spiegato Xoccato “abbiamo bisogno di una classe dirigente di livello elevato”. E l’Italia vive un ritardo assai grave. Le cifre dell’emergenza italiana le ha sciorinate Montante, quando ha ricordato che l’Italia ha il 50% in meno di laureati rispetto ai Paesi europei: nella classifica precede solo la Romania.

Che ci sia bisogno di cambiare atteggiamento lo ha sottolineato Fontana con un intervento che, dall’alto della sua carica e della sua carriera universitaria, è suonato come una vera benedizione: “Le università telematiche non sono più quelle di vent’anni fa. Il corpo docente è di alto livello: gli studiosi sono di primissimo ordine. Questi atenei risolvono problemi che altrimenti non si potrebbero affrontare, dalla lontananza alla frequenza fino ai costi”. Come ha ricordato Montante, oggi una famiglia per mantenere un figlio all’università spende dai 10 mila ai 15 mila euro l’anno. Non sono pochi.

Dal canto suo, come ha testimoniato Salin, la sede vicentina contribuisce alla crescita delle università telematiche con numeri significativi: ogni anno aumentano gli iscritti, che praticamente sono raddoppiati. I corsi di laurea disponibili a Vicenza sono oltre trenta e finora sono stati complessivamente 800 gli iscritti.