martedì, 16 Aprile 2024
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Carcere di Verona, convocato il primo tavolo di lavoro guidato dal Comune: «Il reinserimento non può prescindere dal territorio»

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Con l’obiettivo di trovare soluzioni che garantiscano la dignità alle persone, il Comune ha convocato il primo tavolo di lavoro sul carcere di Verona

Il primo tavolo di lavoro per risolvere le problematiche intorno al carcere di Montorio, a Verona, è stato convocato dal Comune scaligero il 26 marzo.

Insieme agli assessori alle Politiche sociali Luisa Ceni, alla Sicurezza Stefania Zivelonghi e al Terzo settore Italo Sandrini, parteciperanno il Garante nazionale dei detenuti Felice Maurizio D’Ettore, la direttrice della Casa Circondariale di Montorio Francesca Gioieni, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale don Carlo Vinco, il direttore dell’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna di Verona Enrico Santi, i magistrati dell’Ufficio di Sorveglianza di Verona e il Presidente Camera Penale Veronese Paolo Mastropasqua.
Invitata anche la nuova direttrice dell’Ulss 9 Patrizia Benini, mentre si è in attesa di conoscere il delegato che parteciperà a nome del Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo.

Gli obiettivi del tavolo di lavoro

Al centro dell’incontro il Comune pone la volontà di trovare soluzioni che garantiscano la dignità delle persone.

“Perché – spiegano da Palazzo Barbieri -, al di là di qualsiasi visione si possa avere, i detenuti sono persone per le quali deve rimanere sempre alta l’attenzione affinché  non si perdano occasioni di recupero dal punto di vista umano e sociale. Ciò in virtù anche della considerazione che per la maggior parte di coloro che entrano in carcere, la detenzione è un’esperienza transitoria, terminata la quale tornano ad essere cittadini a tutti gli effetti. Un reinserimento nel territorio che non può prescindere dal territorio stesso, considerato anche che molti dei detenuti nel carcere di Verona sono residenti del comune”.