venerdì, 19 Aprile 2024
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La Finanza arresta a Vicenza due macedoni e sequestra 200mila euro frutto del riciclaggio del narcotraffico: i soldi destinati a una società orafa

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Un’inchiesta partita da Milano che ha portato a sequestrate disponibilità finanziarie per sei milioni di euro

Con l’accusa di riciclaggio dei proventi del narcotraffico, la Finanza di Vicenza e Milano – spiega una nota – ha arrestato due macedoni e sequestrato 200mila euro in contanti destinati a una società orafa di Vicenza.

La Finanza ha dato esecuzione a un fermo e quattro perquisizioni in diverse abitazioni e un’azienda di Vicenza, sottoponendo a sequestro disponibilità finanziarie e denaro contante per oltre 6 milioni di euro.

La complessa attività investigativa delle Fiamme Gialle di Milano – prosegue la nota – ha permesso di individuare un gruppo familiare, con base a Cusago (Milano), formalmente impegnato nella conduzione di un mobilificio ma, di fatto, dedito al riciclaggio, tramite sistema “hawala”, di ingenti somme di denaro provento principalmente del traffico internazionale di sostanze stupefacenti a Milano e nel Nord Italia.

Un’immagine diffusa dalla Finanza sull’operazione di Milano

Il denaro, contato e confezionato nei sacchetti della spesa nella base operativa del sodalizio criminale individuato dalle Fiamme Gialle in un appartamento milanese, oggetto di perquisizione, era successivamente trasferito presso una società di Vicenza attiva nel locale distretto orafo.

Nel corso delle operazioni nei locali dell’azienda vicentina, sono sopraggiunti a bordo di una Opel Astra due cittadini macedoni, rispettivamente di 27 e 37 anni, i quali dopo aver parcheggiato l’auto hanno prelevato dal portabagagli due sacchetti della spesa contenenti 19 involucri di cellophane nei quali erano riposte banconote di vario taglio (dai 5 ai 500 euro).

All’esterno dell’azienda, pensando di trovarsi di fronte a due dipendenti della società orafa vicentina, hanno chiesto di entrare negli uffici a due ispettrici in borghese delle Fiamme Gialle beriche – impegnate nella cintura di sicurezza esterna – le quali, dopo aver intravisto il contenuto delle buste, li hanno lasciati entrare dando pronto avviso ai colleghi che stavano già operando nei locali aziendali, dove i due “spalloni” sono stati bloccati e identificati ed è stato loro sequestrato il denaro contante trasportato pari ad oltre
200.000 euro.

Il magistrato, considerato che i due non hanno voluto spiegare il motivo della loro presenza e la provenienza del denaro, peraltro destinato a quella che dalle indagini svolte dalle Fiamme Gialle meneghine è una società coinvolta nel riciclaggio dei proventi del narcotraffico, è stato dato immediato avviso al pm di turno della Procura di Vicenza il quale in coordinamento con la magistratura di Milano, ha disposto l’arresto in flagranza dei due
macedoni ed il contestuale sequestro preventivo d’urgenza del denaro da loro trasportato.