mercoledì, 24 Aprile 2024
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La giornalista Giulia Innocenzi a Rovigo per il film “Food for profit”

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Al cinema Duomo di Rovigo, l’indagine sull’industria della carne in una serata speciale con l’autrice

Come vivono gli animali negli allevamenti intensivi? Quali impatti ha l’industria della carne sull’ambiente e la salute? Insomma, dove viene prodotta la carne che arriva sulle nostre tavole?
È il mondo che esplora il film “Food for profit”, tra reportage e denuncia, firmata da Paolo D’Ambrosi e Giulia Innocenzi. E proprio Innocenzi, giornalista notissima sul piccolo schermo, sarà a Rovigo per presentare il film al pubblico del cinema Duomo, in un dialogo con alcune realtà locali che si occupano di temi al centro del suo lavoro.

Sono già aperte su www.cinemaduomo.it le prevendite della serata, che si terrà domenica 24 marzo alle 20.45 al cinema Duomo di Rovigo. L’evento, promosso proprio dal cinema del centro storico rodigino, vedrà anche la presenza della Lega Anti Vivisezione di Rovigo, associazione che promuove il benessere degli animali e la consapevolezza su questi temi, e della Fionda di Davide, bottega del commercio equo e solidale, da sempre attenta alla sostenibilità e giustizia nelle filiere alimentari.

Ma ovviamente la grande protagonista della serata sarà Giulia Innocenzi, reporter resa famosa soprattutto dalle trasmissioni “Annozero” e “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, oggi collaboratrice di “Report” su Rai 3, autrice di libri e inchieste, tra cui diverse dedicate proprio al tema degli allevamenti e delle condizioni degli animali nell’industria della carne.
“Food for profit” mostra il filo che lega proprio l’industria della carne, le lobby e il potere politico. “Al centro ci sono i miliardi di euro che l’Europa destina agli allevamenti intensivi, che maltrattano gli animali, inquinano l’ambiente e rappresentano un pericolo per future pandemie”, scrivono gli autori, presentando il film. Con una squadra di esperti internazionali il reportage esamina anche le principali problematiche prodotte da questo tipo di produzione industriale: l’inquinamento delle acque, lo sfruttamento dei migranti, la perdita di biodiversità e l’abuso di antibiotici, che li sta rendendo progressivamente sempre meno efficaci anche sull’uomo. Un’opera, insomma, che invita non solo alla consapevolezza, ma anche alla speranza e all’azione: per ripensare il modo in cui mangiamo e l’impatto che le nostre scelte quotidiane hanno sulla società e sul pianeta in cui viviamo.