venerdì, 19 Aprile 2024
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L’ex assessore Ravagnan di Adria: “Negli accordi con il sindaco non c’era ridimensionamento”

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A distanza di diversi giorni dalle dimissioni, l’ex assessore di Adria Antonella Ravagnan prende carta e penna e risponde al sindaco Masssimo Barbujani con una lettera aperta.

Ecco il testo della lettera che pubblichiamo integralmente.

“Mi dissocio completamente da quanto sta dichiarando ai giornali il sindaco Barbujani dopo le mie dimissioni e non credo proprio alla favola della “sorpresa” delle dimissioni inaspettate.

E’ vero, non sono mai stata d’accordo sulle deleghe ai consiglieri Beltrame e Baratella e sull’incarico a Bellettato per la stagione teatrale, ma non perché avessi qualcosa contro le deleghe ai consiglieri, ma solo perchè, quando il sindaco, nella riunione del giugno scorso con alcuni membri della Lista Bobo, ha proposto a me e a Paccagnella gli assessorati (ricordo le mie cinque deleghe: cultura, teatro, istruzione, pari opportunità e politiche sociali), non ha fatto assolutamente menzione di un futuro ridimensionamento delle stesse, né a me, né a Paccagnella.

La storiella delle deleghe ai consiglieri per “alleggerire” il mio lavoro e dell’incarico esterno a Bellettato (non si capisce perchè, quando hai un assessore che quel lavoro lo fa già senza compensi aggiuntivi) è uscita dopo, precisamente nel luglio scorso, circa un mese dopo l’insediamento. La mia posizione è stata fin da subito di netto rifiuto; ciò nonostante, ho lavorato assiduamente nei mesi scorsi, insieme a sindaco, presidente, giunta e maggioranza, per amministrare al meglio la nostra città, attendendo pazientemente che ci fosse un ripensamento da parte del sindaco sulla questione delle deleghe, che tenesse conto della proposta che lui stesso mi aveva fatto a inizio mandato per far parte della “squadra” e sulla quale mi aveva dato fiducia.

Così non è stato. Probabilmente, dovendo portare avanti degli accordi pre-elettorali sui quali, forse, non aveva potere di decisione, ha pensato di “aiutarmi” “alleggerendomi” di alcune deleghe (aiuto mai chiesto dalla sottoscritta). Delle mie probabili dimissioni, in caso non ci fosse stato margine per proseguire l’intero mandato, come stabilito inizialmente, se ne è parlato spesso, non solo in giunta, ma anche in una riunione di maggioranza e in altri consessi, quindi non era una novità. Perciò, dopo gli atti formali, che hanno affidato le deleghe ai consiglieri Beltrame e Baratella il 22 gennaio scorso e l’incarico di consulente per la stagione teatrale conferito alla sig.ra Bellettato il 14 febbraio, successivamente, cioè il 16 febbraio, dopo una scelta molto ponderata, della quale verbalmente avevo già accennato al sindaco, ho formalizzato le mie dimissioni al protocollo, rimanendo coerente con la posizione presa fin dall’inizio.

Il tentativo di recupero e di ragionamento fatti dal sindaco nei miei confronti sono stati due semplici colloqui, uno in presenza e uno telefonico in cui il sindaco mi ha chiesto per l’ennesima volta di “fare un passo indietro”. Sinceramente non so quale passo indietro avessi dovuto fare: io non ho fatto passi avanti, ho solo portato avanti l’incarico che mi è stato affidato e di cui scorrettamente, il sindaco non mi ha comunicato la futura decurtazione in sede di proposta. In quanto al lavoro compiuto negli otto mesi di mandato, ho fatto protocollare un elenco di quattro pagine il 20 febbraio scorso che, però non è stato reso pubblico, come nemmeno la lettera di dimissioni.

Ringrazio tutti i cittadini che mi stanno esprimendo stima e solidarietà e rimango a disposizione di chiunque volesse mettersi in contatto con me per chiarimenti o quant’altro. Sono ritornata tra i banchi a svolgere la mia professione di insegnante, ma il legame costruito in questi mesi con la cittadinanza è un bene prezioso e me lo tengo caro e continuerò a lavorare per il bene di tutti, così come posso e come ho sempre fatto, anche senza incarichi formali. Spero solo che si nomini in fretta un altro assessore che possa continuare speditamente il lavoro da me iniziato, perchè dopo quasi un mese di stand by si rischia di rallentare molto la macchina amministrativa, soprattutto nel settore del sociale dove ci sono molti progetti importanti, anche PNRR, da portare avanti”.

Antonella Ravagnan