sabato, 13 Aprile 2024
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Politiche scolastiche. La parola all’assessora Piva

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Il calo demografico ha spinto l’amministrazione a riflettere sull’ottimizzazione degli spazi scolastici, cercando di gestirli in modo più razionale

Il significativo declino demografico ha impattato direttamente sul numero di iscritti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, determinando una generale diminuzione degli studenti. Con soli circa 1300 nati all’anno a Padova, è evidente che le attuali strutture scolastiche del territorio non possano essere pienamente sfruttate. In una decade, il calo delle nascite si avvicina al 30%.

Questa situazione ha spinto l’amministrazione a riflettere sull’ottimizzazione degli spazi scolastici, cercando di gestirli in modo più razionale per contenere le spese, ma senza compromettere la qualità dell’istruzione.

Si tratta di sviluppare un approccio innovativo, creando spazi verticali e polifunzionali, in un progetto collaborativo che coinvolga non solo le scuole, ma anche il quartiere e le famiglie. “Una modalità di usufruire gli spazi in modo più razionale senza avere l’idea di accorpare e spostare i ragazzi – ha commentato l’assessora alle politiche educative e scolastiche, Cristina Piva – L’obiettivo è garantire la continuità delle scuole di quartiere anche con un numero limitato di studenti”.

Una sfida impegnativa

Si prospetta una sfida impegnativa per la città, orientata verso la costruzione della scuola del futuro. Una delle possibili soluzioni è l’adozione di un modello di condivisione degli spazi tra scuole di diversi livelli, al fine di utilizzare in modo più efficiente delle risorse disponibili. Per fare un esempio pratico una scuola primaria che vede diminuire le classi prime liberando molte aule, potrebbero accogliere altri ordini o gradi di scuola. Questo comporterebbe meno spostamenti, meno traffico in città e più socializzazione.

“Ripensare l’utilizzo degli spazi all’interno di ogni istituto comprensivo in base alle esigenze specifiche dei quartieri è fondamentale – continua l’assessora Piva – per ripensare in maniera più puntuale rispetto alle tematiche di ogni realtà”.

Gli oltre cento edifici scolastici di proprietà del Comune necessitano di costosi interventi di manutenzione, ma senza un nuovo approccio su come utilizzarli, tali interventi diventano onerosi per le casse comunali. Si sta quindi pensando a concentrare le risorse manutentive su un numero di plessi scolastici per garantire una maggiore cura e qualità degli spazi. Tuttavia, al momento non sono state fornite anticipazioni concrete, ma il Comune sta già valutando un progetto pilota per una scuola che si troverà a fare i conti con il calo demografico a settembre.

Quanto agli spazi che rimarrebbero vuoti, l’amministrazione sta considerando la possibilità di riconvertirli per altre finalità pubbliche e private, come studentati, abitazioni per anziani e giovani coppie, o spazi per associazioni, al fine di ridurre la necessità di nuove costruzioni e di consumo di verde pubblico. “Favorire una scuola di comunità – prosegue Cristina Piva – che in ogni quartiere sia aperta alle famiglie e alla comunità scolastica tutto il giorno, con proposte che spaziano nei diversi ambiti del sapere, della crescita e della socialità”.

In conclusione, è fondamentale che la scuola affronti le nuove sfide socioeducative e funga da punto di riferimento per le istituzioni culturali e formative, anticipando il cambiamento e coinvolgendo attivamente ogni singolo studente nel suo percorso di crescita e sviluppo, in stretta collaborazione con il territorio, l’ente locale, il terzo settore e altri soggetti. L’obiettivo principale resta quello di creare una scuola del futuro in cui l’educazione e la crescita personale rimangano al centro dell’attenzione.