martedì, 16 Aprile 2024
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Presentato il dossier per Treviso Capitale della cultura 2026

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Oggi a Roma è stato presentato il dossier con Treviso si candida a Capitale italiana della Cultura 2026

Circa 300 eventi e 13,6 milioni di euro di investimento complessivo: due numeri per sintetizzare il progetto con cui Treviso si candida a Capitale italiana della cultura 2026. La delegazione trevigiana ha illustrato dossier, intitolato “I sensi della Cultura” nella sede del ministero della Cultura a Roma.

Davanti alla giuria di selezione ministeriale hanno raccontato la Città, il territorio e i vari progetti: il sindaco di Treviso Mario Conte, l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari, il professor Fabrizio Panozzo in rappresentanza del sistema universitario trevigiano, Marina Montedoro per l’Associazione delle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio Unesco, Denise Archiutti per Confindustria Veneto Est, l’assessore ai Beni Culturali e Turismo del Comune di Treviso Maria Teresa De Gregorio, il direttore dei Musei Civici di Treviso Fabrizio Malachin, il direttore artistico della programmazione Treviso 2026 Giancarlo Marinelli e, per l’appello finale, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Nello spazio delle risposte alle domande dei commissari è intervenuto anche il coordinatore della Rete dei Festival Alberto Polita.

Tutti hanno sottolineato come alla base della candidatura via sia una cultura intesa in senso ampio, capace di essere motore privilegiato di sviluppo della comunità sociale. E per questo declinata lungo molteplici direttrici: il dialogo tra la città e l’intero territorio provinciale, il rapporto con il paesaggio e quello con il tessuto economico e imprenditoriale, il coinvolgimento dei giovani, la collaborazione tra istituzioni pubbliche, associazioni, mondo del volontariato, privati.

Tra le molte iniziative concrete, una grande mostra su Tommaso da Modena, con anche un nuovo allestimento del suo capolavoro “Le storie di Sant’Orsola”, la schedatura e una successiva esposizione dei dipinti del ‘600 e del ‘700 oggi conservati nei depositi dei musei civici, una mostra con 24 celebri opere “tradotte” in braille per essere fruite anche dai non vedenti, un festival internazionale dedicato all’infanzia. Il budget complessivo previsto di 13,6 milioni di euro, grazie anche al sostegno di altre istituzioni pubbliche e di partner privato, è stato definito “poderoso” dagli stessi membri della commissione”.

Nel corso dell’audizione sono stati proiettati due video: il primo realizzato con il Gruppo Alcuni che aveva come protagonista la giovane Agata e i Mini Cuccioli, impegnati in un viaggio emozionale ed immersivo nel territorio e il contributo finale con le testimonianze della comunità trevigiana e di alcuni personaggi illustri come Adriano Panatta, Red Canzian e Mago Forest.

Treviso è in corsa con altre nove candidate. La commissione, presieduta da Davide Maria Desario, esprimerà la vincitrice entro il 29 marzo.

Il sindaco Conte: “Abbiamo fatto un’impressione positiva”

“Rappresentare la Città in un contesto così importante era il sogno della mia vita. E’ stata un’esperienza straordinaria condivisa con una squadra di altissimo livello. Il dossier ha impressionato positivamente la commissione: abbiamo dato tutto, dando spazio ai giovani, alla musica, alla bellezza, al paesaggio, alla musica e alla trevigianità. Ringrazio i cittadini che hanno dimostrato il proprio sostegno. Per noi è un successo ma anche un punto di partenza”, sottolinea il sindaco Mario Conte, ribadendo come la candidatura si inserisca in un percorso iniziato nel 2018 (quando Treviso già arrivò tra le dieci finaliste, senza poi essere scelta), ma soprattutto, destinato a proseguire anche al di là dell’eventuale riconoscimento.

L’appello del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

“Con questa candidatura presentiamo una città, Treviso, che già vive di cultura: conta 11 musei, 10 biblioteche, 5 teatri, 60 grandi eventi tra cui 5 premi letterari. Non a caso è definita ‘la piccola Atene’.  A ciò si aggiunge l’attenzione che questo dossier riserva ai giovani e i vantaggi che questa città ha per fruibilità e accessibilità, potendo fare affidamento su un aeroporto e su una stazione ferroviaria a pochi passi dal centro urbano. E soprattutto siamo qui oggi per presentare una candidatura che racchiude affidabilità progettuale, certezza di investimenti e certezza sul futuro. Per questo chiedo alla commissione di valutarci appieno. Non è un momento storico nel quale ci si possa affidare a candidature effimere”.

L’intervento dell’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari

“La Regione del Veneto crede con forza a questa candidatura. Un risultato che andrebbe a rappresentare una straordinaria opportunità non solo per la Città, ma per tutto il territorio regionale, con una crescita sociale e un indotto che avrà sicuramente un effetto positivo su tutta l’area della Marca Trevigiana e del Veneto. Il ‘senso’ della candidatura di Treviso a Capitale della Cultura 2026 rappresenta la piena volontà di una comunità di compiere un processo che, partendo dalla propria identità storica e culturale e dai forti valori, si proietta in modo aperto alle sfide del futuro, dando l’immagine di un Paese operoso, solidale e proiettato al futuro. Pensiamo che Treviso sia la candidata veneta che meglio rappresenta la ricchezza paesaggistica, storica, culturale, del nostro territorio, ed è porta delle Dolomiti, cornice delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026”.

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