domenica, 14 Aprile 2024
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Progetto.Zero: educatori di corridoio per il benessere degli studenti padovani

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Conclusa la sperimentazione in tre istituti superiori di Padova del progetto di prevenzione che mette al centro il protagonismo giovanile

A partire da aprile 2023, gli studenti e le studentesse di tre scuole superiori di Padova hanno avuto l’opportunità di incontrare negli spazi informali delle loro scuole gli educatori del Progetto.Zero. Questi educatori hanno animato le comunità studentesche, ponendosi in ascolto dei loro bisogni e offrendo supporto in un momento della vita che, già di per sé, è particolarmente sfidante per i giovani.

Il contesto attuale rende l’adolescenza ancor più complessa, con le nuove generazioni che devono affrontare sfide come conflitti globali, instabilità economica, effetti della pandemia, cambiamenti climatici e trasformazioni sociali, il tutto in un mondo che si evolve rapidamente grazie alla tecnologia, senza fornire agli adolescenti strumenti adeguati per comprendere e affrontare queste sfide.

A conclusione del progetto, è intervenuta l’assessora alle Politiche sociali, Margherita Colonnello affermando che è “anche con queste iniziative che il Settore Servizi Sociali vuole dare il proprio contributo al contrasto alla dispersione scolastica, uno sforzo cui tutta la comunità educante è chiamata alla mobilitazione mettendo al centro la promozione del benessere”.

Il progetto

Il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova, in collaborazione con le cooperative Bottega dei Ragazzi, Centro Train de Vie e Progetto Now, ha lanciato il Progetto.Zero. Questa iniziativa innovativa ha introdotto gli “Educatori di Corridoio” nelle scuole partner IPSIA Bernardi, IIS L. Da Vinci ed ENAIP.

Il Progetto.Zero, finanziato dai fondi dei Piani d’Intervento in materia di Politiche Giovanili della Regione RE.TE. GIO-VE, con il supporto economico del comune di Padova, si è proposto di abitare gli spazi informali della scuola per stabilire un rapporto con gli studenti e supportarne il protagonismo attraverso l’Animazione di Strada.

Numerose attività sono state organizzate, dalle ricreazioni musicali alle feste di fine anno, dai tornei di calcetto ai contest. Gli educatori hanno anche affrontato tematiche più complesse, come la violenza di genere, l’affettività e la sessualità, il consumo di sostanze e l’orientamento al futuro.

Un lavoro profondo è stato svolto nella costruzione e cura delle relazioni con gli studenti, ascoltando le loro emozioni, esperienze e necessità.

L’obiettivo è stato quello di far sentire agli studenti la scuola come un luogo di appartenenza e benessere, in cui possono crescere e esprimersi liberamente. Questo si è concretizzato anche attraverso spazi fisici personalizzati nelle scuole, dove gli studenti potevano incontrare gli educatori per attività creative, discussioni o semplicemente per condividere le proprie esperienze.

Le scuole

Le scuole, da parte loro, auspicano di poter dare continuità al progetto e di riuscire ad allargarlo anche ad altri Istituti cittadini. “Il successo riscontrato – riporta Alessandra Garrì, dirigente del Da Vinci – sottolinea l’importanza cruciale del supporto degli enti del territorio nell’attuare iniziative efficaci per il benessere giovanile. Un progetto che si è pienamente integrato con l’organizzazione scolastica”. 

Su quest’aspetto pone l’accento proprio Roberta Callegaro, dirigente di ENAIP, che ricorda come “le attività dell’educatrice di corridoio abbiano coinvolto tutto il team di formatori e tutor nella realizzazione delle iniziative, in coerenza con la mission di ENAIP che punta alla scuola come luogo di socializzazione, educazione e formazione della personalità degli studenti, giovani talenti, cittadini attivi e futuri professionisti”.

L’esperienza vissuta all’Istituto Bernardi – aggiunge la dirigente Alessandra Bozzolan – è stata molto positiva, tanto che ancora prosegue. Gli studenti hanno riconosciuto nell’educatore un punto di riferimento affidabile con cui poter stringere una relazione positiva.”

Siamo tutti molto soddisfatti dei risultati di questa sperimentazione che conta pochissimi altri esempi simili in Italia e i riscontri da parte dei ragazzi ci danno motivo di esserlo. A volte basta poco per rendere i giovani protagonisti, il nostro ruolo di educatori è quello di metterci in ascolto e di supportarli”, chiude Stefano Bragagnolo, coordinatore del progetto della cooperativa La Bottega dei Ragazzi.