martedì, 16 Aprile 2024
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Sequetrato circa 1 milione di euro dalla Finanza nei confronti di padre e figlio e di una società di capitali

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L’indagine della compagnia di Schio della Finanza: sequestrati soldi in 8 conti correnti e sei immobili

Il colonnello Cosmo Virgilio e il responsabile della compagnia di Schio, Mario Fattore, in una foto di due anni fa, con i gradi di tenente

Sulla base di un decreto del gip, la guardia di finanza – annuncia in una nota – ha sequestrato nei confronti di due indagati, padre e figlio, e di una srl in complesso un milione di euro per reati tributari. Sono state sottoposte a sequestro somme di denaro di otto conti correnti, due partecipazioni in società di capitali, sei immobili (ubicati nella provincia di Vicenza) e un’auto: l’indagine è stata effettuata dalla compagnia di Schio della finanza.

Nello specifico, i militari del reparto scledense hanno condotto alcune investigazioni di polizia economico-finanziaria, dapprima nei confronti di una srl – attiva nel settore del commercio all’ingrosso di macchinari industriali – localizzata nel comune scledense. L’ispezione ha permesso di rilevare come la società abbia omesso sistematicamente di versare le ritenute effettuate sui redditi da lavoro dipendente, risultanti dalle dichiarazioni dei Modelli 770 per gli anni d’imposta 2017 e 2018, per quasi 550.000 euro.

In sede di avvio delle attività operative – sottolinea una nota della Finanza – le Fiamme Gialle hanno reperito copiosa documentazione di natura contabile ed extra-contabile che ha permesso di individuare numerose operazioni finanziarie – correlate a continui e ingiustificati prelievi di denaro dalle casse della srl – in favore del figlio/dipendente
dell’amministratore della società. Tali uscite di denaro, motivate con la causale di “prestito infruttifero”, sono state ritenute incompatibili in relazione alla situazione debitoria che la società aveva contratto con l’Amministrazione Finanziaria: in particolare, la S.r.l. è risultata destinataria di cartelle esattoriali riportanti iscrizioni a ruolo per oltre 120 mila euro.

Da ultimo – spiega sempre la nota – nel corso di una parallela attività ispettiva eseguita nei confronti del figlio dell’amministratore, è stato rilevato come questi abbia omesso di dichiarare, ai fini Irpef, sia i citati prelevamenti di contante effettuati in qualità di dipendente della srl, sia ulteriori sottrazioni di denaro effettuate dai conti correnti di
una snc nella quale il figlio rivestiva la qualifica di socio liquidatore: complessivamente è stato calcolato come quest’ultimo abbia omesso di dichiarare maggiori redditi per oltre mezzo milione di euro, in relazione ai quali è stata calcolata in maniera preliminare un’Irpef evasa di oltre 220 mila euro.