venerdì, 19 Aprile 2024
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Terza giornata del World Health Forum Veneto: genetica e big data

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Da Venezia a Boston, passando per la laurea all’Università di Padova: Alessandro Doria ha aperto la terza giornata

Da Venezia a Boston, passando per la laurea all’Università di Padova: Alessandro Doria, professore di medicina alla Harvard Medical School e ricercatore senior e capo della sezione di genetica ed epidemiologia del Joslin Diabetes Center di Boston, ha aperto la terza giornata del World Health Forum Veneto, in corso a Padova.

Il suo keynote speech intitolato “Sfruttare la genetica per la medicina personalizzata basata sull’intelligenza artificiale dei comuni disturbi multifattoriali” ha aperto i lavori di fronte al folto pubblico della Sala Mantegna di Padova Congress, formato da ricercatori internazionali, professionisti del mondo della sanità, studenti e cittadini interessati ai temi del futuro della medicina.

L’intervento di Alessandro Doria

«Da veneziano mi ha fatto un enorme piacere partecipare a questa iniziativa – dichiara il professore Alessandro Doria –. Il Veneto si propone come traino nelle biotecnologie e nella sanità e di questo sono molto felice».

«Durante gli ultimi 15 anni abbiamo visto un grande sviluppo della conoscenza per quanto riguarda le malattie multifattoriali come diabete, obesità, asma e ipertensione – afferma Doria –. Informazioni, queste, che possono essere valutate sulla persona, considerando sia il rischio genetico che quello ambientale. Questo può servire per decidere se e quali terapie di prevenzione attuare. Un tempo avevamo a disposizione solo la cartella clinica mentre invece, attualmente, possiamo sfruttare queste nuove conoscenze a livello genetico e trascrittorio – prosegue Doria –. Questi dati sono moltissimi, i cosiddetti Big Data, ed è quindi necessario poterli analizzare in maniera consona e veloce, e questo è possibile solo grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. C’è bisogno di un sistema che integri le informazioni della genetica con quelle che provengono da altri dati, come quelli clinici, ambientali o di malattie pregresse, per poter sviluppare un profilo coerente e completo della persona, per vedere quali sono rischi e benefici e come si può intervenire in maniera ottimale».

«L’Italia non è indietro nella ricerca – conclude Doria –. C’è però da sottolineare che negli Usa ne viene fatta molta di più in questo campo. Ma non si è ancora arrivati all’attuazione pratica di questo nuovo programma con l’AI e la genetica. Stiamo solo aspettando che questo sistema si sviluppi completamente e venga quindi implementato in tutto il mondo».

Gli altri interventi della giornata

Dopo l’apertura con Doria, la terza giornata del Forum è proseguita con il “Explainable, Actionable, and Responsible AI” con Carlo Combi (Università di Verona), Panagiotis Papapetrou (Stockholm University, Svezia), Pietro Liò (University of Cambridge, Regno Unito). A seguire “AI for preventive medicine” con Lorenzo Chiari (Università di Bologna), Michele Piana (Università di Genova) e Dario Gregori (Università di Padova).

Alle 14 si riprende con il keynote speech “Learning across 16M patients: platforms and applications in acute care” di Sebastien Ourselin (King’s College London, Regno Unito). Poi la sessione “AI applications” suddivisa in due parti. La prima, alle 14.35, con Henning Müller (HES-SO Valais Techno-Pôle, Svizzera) e Filippo Lanubile (Università di Bari).

La seconda, alle 15.40, con Riccardo Bellazzi (Università di Pavia), Gino Gerosa (Università di Padova), Barbara Di Camillo (Università di Padova), Tommaso Banzato (Università di Padova), Marco Zorzi (Università di Padova) e Alfonso Pozzan (Evotec).