martedì, 16 Aprile 2024
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Un nuovo dipinto a lungo ritenuto disperso arriva alla Casa di Giulietta a Verona

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Un nuovo allestimento alla Casa di Giulietta frutto dell’acquisizione dei Musei Civici di Verona del dipinto di Cosroe Dusi, Giulietta e Romeo.

Dopo quasi 200 anni dalla sua unica apparizione in pubblico, il dipinto del pittore veneziano Cosroe Dusi, Romeo e Giulietta, arriva alla Casa di Giulietta in un nuovo allestimento curato dalla direttrice dei Musei Civici Francesca Rossi e della curatrice della Casa di Giulietta Fausta Piccoli.

A lungo ritenuto disperso e solo recentemente rintracciato, il dipinto è stato acquistato da Musei Civici di Verona nell’ambito di un progetto di riallestimento della Casa di Giulietta, dove sarà esposto in via permanente – dopo quasi due secoli dall’unica apparizione pubblica -, andando ad arricchire il percorso di visita del complesso museale.

Marta Ugolini e Fausta Piccoli.

“Ricordiamo che le opere d’arte originali e richiamanti la vicenda dei due giovani e sfortunati amanti esposte nella Casa di Giulietta non sono ad oggi particolarmente numerose – spiega l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –. L’esposizione permanente del dipinto di Dusi, in dialogo con un’altra opera ottocentesca, Giulietta di Pietro Roi del 1882, rappresenta il primo passo di un percorso che introdurrà miglioramenti significativi alla Casa di Giulietta. Un vero e proprio luogo iconico di Verona, che come Amministrazione vogliamo rendere di nuovo all’altezza della sua notorietà e del ‘pellegrinaggio laico’ che ogni anno si reca ai luoghi shakespeariani, dal cortile con il celebre balcone, alla Casa di Giulietta, alla sua tomba”.

Giulietta e Romeo di Cosroe Dusi: la storia 

Il dipinto, di grandi dimensioni – olio su tela, cm 218 x 164 – e in perfetto stato conservativo, raffigura Romeo che abbraccia Giulietta rivolgendole un tenero sguardo nello spazio intimo di un balcone o di un loggiato. Spiccano l’espressività dolente dei due innamorati e la preziosità del loro abbigliamento, che passa dal rosso acceso per la veste di Romeo al bianco per quello di Giulietta, simbolicamente polarizzati tra purezza e passione.

L’opera ben si colloca nella maturità artistica di Cosroe Dusi, che proprio in quegli anni andava allargando i suoi orizzonti artistici alla pittura di storia di stampo romantico, aggiornando il suo stile in direzione dell’esperienza di Francesco Hayez. Dopo un soggiorno a Monaco, dove aveva ottenuto un certo successo come autore di ritratti, Dusi tornò in patria dove, nel 1838, si tenne una mostra presso le sale dell’Accademia di Venezia per celebrare la visita dell’imperatore d’Austria Ferdinando I. Qui Dusi espose ben sette opere, tra cui Romeo e Giulietta, che aveva eseguito su commissione del conte Francesco Gualdo di Vicenza, come confermano i documenti, conservati alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza, che attestano il pagamento dell’opera e la provenienza da Milano della splendida cornice in foglia d’oro che ancora impreziosisce il dipinto.

Non sono al momento note le sorti successive della tela, probabilmente entrata a far parte della collezione del conte vicentino, esponente di una delle più nobili famiglie della città, e quindi passato con ogni probabilità sul mercato antiquario, in seguito alla vendita della collezione dopo la metà dell’Ottocento.

La storia di Giulietta e Romeo nasce dalla penna di Luigi da Porto, nobiluomo vicentino, e viene pubblicata come novella nel 1531. L’ambientazione veronese si ispira probabilmente alla Divina Commedia di Dante dove i Montecchi e i Cappelletti, famiglie medievali, erano in lotta tra loro. I Montecchi furono davvero un’antica e nobile famiglia veronese coinvolta nelle lotte di fazione del Duecento, mentre i Cappelletti erano una famiglia guelfa di Cremona, creduta veronese all’epoca di da Porto. La storia di Romeo e Giulietta inizia subito a circolare a Verona e qualche anno dopo sarà apprezzata anche in Francia, per giungere poi in Inghilterra dove, nel 1596, viene messa in scena da William Shakespeare con il titolo di The most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet. Ai versi immortali di William Shakespeare si deve la fama universale di quest’opera, però fu il celebre dipinto di Francesco Hayez con l’Ultimo bacio di Romeo e Giulietta, a inaugurare, nel 1823, la fortuna popolare del soggetto restando, insieme alla tela di Dusi, la più importante testimonianza figurativa di grande formato dei due amanti nella pittura italiana di quest’epoca.

L’opera di Dusi conobbe subito una straordinaria fortuna iconografica. Già nel 1841, infatti, comparve in un’incisione tratta da un perduto disegno di Lilburne Hicks, illustratore inglese che forse vide il dipinto di Dusi a Venezia. L’incisione fu in seguito utilizzata sia a corredo di libri e riviste –, sia in fogli sciolti, per poi circolare in forma di cartolina all’inizio del Novecento.

Il quadro, riscoperto dal professor Sergio Marinelli e studiato anche da Elena Lissoni e Fernando Mazzocca, rientra oggi a Verona dopo il prestito per la mostra, tenutasi all’Accademia Carrara di Bergamo tra le iniziative della città Capitale della Cultura 2023, Tutta in voi la luce mia. Pittura di storia e melodramma a cura di Fernando Mazzocca e Mariacristina Rodeschini.