domenica, 14 Aprile 2024
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Variante al Piano degli interventi di Monselice, si procede senza il parere del Parco Colli

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Una mozione firmata da parte delle opposizioni aveva chiesto il ritiro in autotutela della delibera approvata a dicembre perché ritenuta illegittima ma secondo il legale incaricato dalla Giunta Bedin non è necessario il parere dell’ente Parco Colli

Prima variante al Piano degli interventi di Monselice: bocciato il ritiro della deliberazione in autotutela. Rimangono a bocca asciutta i consiglieri di minoranza Biscaro, Fracassi, Giuliani, Mamprin e Miazzi che avevano presentato una mozione per revocare la decisione presa lo scorso 19 dicembre e che riguarda da vicino zone agricole, centro storico e patrimonio edilizio monselicense. Nella sostanza, la variante ha l’obiettivo di favorire gli interventi di riqualificazione edilizia e ambientale, in ottica di rigenerazione urbana sostenibile e senza consumare ulteriore suolo. “Nel corso dell’ultimo consiglio comunale era stata avanzata la richiesta di rinvio della deliberazione da parte di un consigliere che faceva notare all’assessore Dott. Stefano Peraro, l’assenza del parere di compatibilità al Piano Ambientale, ciò al fine di non inficiare l’iter di approvazione dello strumento urbanistico” si legge nella nota a firma dei consiglieri di opposizione firmatari.

Dopo l’approvazione della delibera, su specifica richiesta, l’ente Parco Colli ha confermato l’obbligatorietà di un suo parere in merito come indicato nelle norme di Attuazione del Piano Ambientale. Da questa presunta illegittimità, la richiesta alla Giunta Bedin di revocare in autotutela la delibera.  La questione ha acceso il dibattito a Palazzo Tortorini dove sono stati ascoltati i pareri di due avvocati: Emiliano Troi, incaricato dall’amministrazione, che non ha ritenuto obbligatorio il parere del Parco e Sergio Dal Prà che ne ha, invece, sostenuto la necessità. “Nessuna fonte di legge dice che è obbligatorio il parere dell’ente Parco Colli” ha sottolineato l’assessore Stefano Peraro “le norme tecniche del Piano Ambientale hanno un valore regolamentare ed è la legge regionale del Veneto a stabilire iter procedurale da seguire”.

Nel corso della seduta consiliare, ha preso la parola anche Silvia Muttoni, consigliere di opposizione che non ha però firmato la mozione. “Non esiste alcuno scenario allarmante perché tutte le pianificazioni sono tenute a rispettare la conformità del Piano Ambientale e ci sono gli strumenti nel processo per garantire che questo avvenga” ha spiegato il consigliere di Siamo Monselice “la mozione non è coerente rispetto alla mia visione di città”. La richiesta di Biscaro, Fracassi, Giuliani, Miazzi e Mamprin ha ricevuto solo 4 pareri favorevoli ed è, quindi, stata respinta a maggioranza. “Si è così creato clima di incertezza, determinato dalla testardaggine di voler difendere ad ogni costo una tesi indifendibile” ha chiosato Miazzi “chi ha dichiarato che la priorità era l’approvazione di questa variante al Piano degli Interventi, nella realtà ha prodotto una situazione che potrebbe esporre ogni singolo intervento edilizio e urbanistico a una spada di Damocle fatta di ricorsi e contenziosi che inevitabilmente coinvolgerebbero il Comune, cittadini, professionisti e imprese”.

Martina Toso