giovedì, 18 Aprile 2024
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Vendita di Palazzo Labia, i giornalisti Rai si schierano contro, interrogazione parlamentare del PD Martella

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La Rai starebbe attuando un piano di dismissioni del patrimonio immobiliare, non solo a Venezia ma anche a Milano, Genova e Roma

Si fanno sempre più concrete le voci di una possibile vendita di Palazzo Labia, a Venezia, storica sede della Rai del Veneto, nonché imponente palazzo tra i più caratteristici per bellezze artistiche e architettoniche della città lagunare. Palazzo Labia sarebbe stato inserito in un progetto di dismissione di una parte del patrimonio immobiliare aziendale, con la cessione di alcune sedi, tra cui la sede Rai di Corso Sempione a Milano, quelle di Genova e Firenze oltre a alcune proprietà a Roma.

L’assemblea di redazione della Tgr Veneto riunitasi in via straordinaria respinge ogni ipotesi di questo tipo. I giornalisti della sede Rai del Veneto in un documento hanno voluto denunciare il rischio concreto che un importante segmento del patrimonio immobiliare della Rai, rappresentato in primis da Palazzo Labia possa finire in mani private, oggetto magari di speculazioni immobiliari.

Su questo punto è intervenuto anche il segretario veneto del PD, il senatore Andrea Martella, il quale, in un’interrogazione parlamentare, ai Ministri dell’Economia e Finanze e delle Imprese e del Made in Italy e della Cultura ha sottolineato come questa vendita
“appare dettata da una logica esclusivamente di carattere finanziario e contabile che ne ignora il valore storico, artistico e simbolico”. “La sede veneziana – continua Martella – che ospita il ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo, ha un prestigio e un valore storico
e artistico che la rende unica nel patrimonio della Rai e i giornalisti hanno rivolto un forte appello sensibilizzando anche l’opinione pubblica affinché si scongiuri la perdita di un bene così prezioso”.

Nell’interrogazione, inoltre, si chiede di sapere se il Governo se, per quanto di propria competenza, intenda confrontarsi con i vertici Rai per scongiurare la dismissione di Palazzo Labia e, qualora l’azienda intendesse proseguire, di esercitare attraverso il Ministero della Cultura il diritto di prelazione per l’acquisizione del palazzo, tutelando anche i capolavori artistici in esso contenuti.