domenica, 14 Aprile 2024
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Veneto orientale, l’Usl 4 programma investimenti per 131 milioni di euro

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Il riconfermato digì Filippi illustra i progetti per il prossimo biennio. Ma la Cgil lo gela: “Carenza di personale”

“Ci attendono due anni di intenso lavoro che porterà a un importante rinnovamento delle infrastrutture della sanità pubblica e parallelamente l’attivazione del nuovo modello di assistenza nel territorio. Investiremo 131 milioni di euro, in parte per il rinnovamento dei 3 ospedali, ma anche per la realizzazione delle Case di comunità grazie a fondi del Pnrr. Un investimento economico mai così prima d’ora in questo territorio, a sostegno della sanità pubblica”.

A dirlo è il direttore generale dell’Ulss 4, Mauro Filippi, dopo la sua conferma alla guida dell’azienda sanitaria del Veneto orientale per il prossimo biennio. “Ci sarà davvero tanto da lavorare nel 2024 e nel 2025 – continua Filippi – e so di poter contare su una grande squadra all’Ulss 4, perché tutti contribuiranno al compimento di queste importanti progettualità a favore dell’utenza, ma anche del personale che potrà beneficiare di strutture moderne, adeguate e confortevoli”.

I tre ospedali dell’Ulss 4 beneficeranno di interventi per 115 milioni di euro. L’ospedale “Città del Piave” di San Donà verrà riqualificato con interventi che si svolgeranno in tre fasi. Nella prima è prevista la realizzazione di un nuovo edificio nell’area a ridosso dell’elisuperficie che ospiterà su vari livelli le degenze ospedaliere. La seconda prevederà la ristrutturazione e l’ampliamento della piastra emergenze, ossia il pronto soccorso. Infine la terza prevede l’abbattimento delle ali laterali e la completa ristrutturazione del blocco centrale, parte storica dell’ospedale cittadino.

L’ospedale “San Tommaso dei Battuti” di Portogruaro verrà ammodernato con una serie di articolati interventi che prevedono la generale ricomposizione volumetrica. Nella prima fase verrà realizzato un nuovo edificio che al piano terra ospiterà l’area poliambulatoriale; ai piani superiori, su più livelli, avrà le degenze dell’ospedale. Fasi successive prevedranno la ristrutturazione e l’ampliamento del pronto soccorso, la realizzazione del nuovo ingresso, la demolizione dell’ala est e un ulteriore ampliamento dell’edificio delle degenze, la ristrutturazione del corpo centrale, la demolizione di una parte dell’ala ovest e la ristrutturazione dell’edificio rimanente.

L’ospedale di Jesolo sarà oggetto del più grande recupero strutturale dalla sua nascita. Il progetto prevede un investimento di 10 milioni di euro, ad iniziare dal raddoppio della superficie destinata all’attività poliambulatoriale nell’area dell’ex colonia, a seguire verrà rinnovata ed ampliata la radiologia e realizzata una nuova Unità Riabilitativa Territoriale (URT). Per quanto riguarda la parte esterna, verranno ricreate le storiche terrazze elioterapiche; il braccio est dell’ospedale verrà ricostruito in continuazione con la radiologia mediante nuovi materiali, riproponendo così i due rami laterali estesi verso il mare come alle origini; tra i due rami dell’ospedale nascerà un parco terapeutico con percorsi nel verde. L’ingresso dell’ospedale verrà mantenuto ma sarà caratterizzato dalla vista sul fronte mare. Verrà realizzata una nuova dialisi collocata negli ex magazzini sul fronte spiaggia e verranno ristrutturate le aree di degenza riabilitativa.

Non solo ospedali, destinati 16 milioni per le Case di comunità

Oltre 16 milioni di euro sono destinati alla realizzazione delle Case di comunità, il nuovo modello di presa in carico sanitaria e sociosanitaria di prossimità, di facile individuazione e accesso, dove la popolazione troverà risposta ai bisogni di assistenza primaria nelle 24 ore e 7 giorni su 7. All’interno opereranno equipe multidisciplinari per una presa in carico globale del paziente a 360 gradi tenendo presente che le urgenze verranno sempre gestite nei pronto soccorso e le acuzie negli ospedali.

Queste le collocazioni: a Caorle nel distretto sociosanitario in via Riva dei Bragozzi; a Cavallino Treporti (lavori iniziati) in un nuovo edificio di via Treportina; a Jesolo nel distretto socio sanitario di via Levantina (area ospedaliera); a Portogruaro nel distretto sociosanitario in via Zappetti (ex silos); a San Donà di Piave nel poliambulatorio di via Verdi (lavori iniziati) e a San Michele al Tagliamento nel distretto sociosanitario di Piazza Galasso (lavori iniziati).

“Nuove strutture che ci permetteranno anche di riorganizzare ed ottimizzare la presa in carico del paziente, integrando e condividendo le attività dei professionisti che oggi già operano in ospedale e nei servizi territoriali e quelle della medicina generale, garantendo una migliore presa in carico in particolare ai fragili e a coloro che sono affetti da patologie croniche. Sarà un cambiamento radicale nell’organizzazione dell’assistenza territoriale a sostegno della quale sarà necessario un nuovo approccio culturale sia da parte del cittadino e sia dei professionisti che vi lavoreranno all’interno”., conclude Filippi.

Usl 4 Veneto orientale, l’affondo della Cgil sulla carenza di personale

Per la Cgil le dichiarazioni del direttore generale dell’Ulss 4 Mauro Filippi, che preannunciano 130 milioni di euro di investimenti, sono senza dubbio cosa positiva. Ma il nodo del personale è irrisolto.

«Resta da capire come intenda gestire queste riqualificazioni, nuove aperture e ampliamenti con il personale a oggi a disposizione – dichiara Marco Busato, Segretario generale Fp Cgil Venezia –  Detta cosi sembra tutto perfetto, ma c’è un problema di organico nelle strutture ospedaliere e nei distretti. La carenza di medici, infermieri, operatori socio sanitari e di altre figure professionali sanitarie e tecnico amministrative non viene nemmeno affrontata. Forse si pensa che il numero di personale che deve gestire l’assistenza ai cittadini non sia prioritario rispetto ai muri».

«Il nuovo modello di sanità territoriale che il direttore cita con che personale verrà avviato? Con personale di cooperativa? Con i medici non strutturati o in pensione?» chiede Busato. Da anni la Cgil denuncia la grave situazione della carenza di personale in tutti i profili professionali.

«Come Cgil da tempo chiediamo quali azioni la direzione sta mettendo in campo per far fronte alla carenza di organico e di conseguenza all’aumento dei carichi di lavoro dei professionisti in servizio – sottolinea il segretario generale della Fp Cgil – Azioni al fine di rendere sicuro il lavoro degli operatori onde evitare ripercussioni  ai pazienti che vengono poi imputate al personale che sta lavorando con uno stress lavorativo enorme».

«Nelle assemblee del personale emerge il forte disagio di lavoratrici e lavoratori dovuto ai carichi di lavoro – spiega Busato – Come Cgil riceviamo frequenti segnalazioni di mancati riposi e ferie saltate per dare la garanzia della copertura dei turni. Emergono grosse difficoltà dovute alle carenze di personale, alle malattie, alle assenze per altri motivi, alla non copertura dei posti vacanti. C’è una stanchezza tra i lavoratori che sta aumentando. Siamo di fronte ad un emergenza che riguarda trasversalmente tutto il personale dell’Ulss».

«Riteniamo importante il finanziamento per la ristrutturazione delle strutture ospedaliere, ma ancora più importante è la copertura degli organici per dare risposte assistenziali elevate ai cittadini e far lavorare in sicurezza i lavoratori», conclude Busato