giovedì, 23 Maggio 2024
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Aeroporto Canova, nuovo ricorso al Tar per bloccarne lo sviluppo: “Un atto irresponsabile che non guarda all’ambiente e alla sicurezza”

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Comitato Aeroporto Treviso, Legambiente Treviso e Italia Nostra Treviso unite contro la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: “Denunciamo il comportamento scorretto delle istituzioni pubbliche e private”

Prosegue la lotta del Comitto Aeroporto Treviso contro l’infrastruttura aeroportuale del Canova: è infatti stata formalizzata in questi giorni una richiesta da parte del Comitato in unione con Legambiente e Italia Nostra a seguito della risposta positiva da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al progetto di sviluppo dell’aeroporto Canova.

Un nuovo ricorso al Tar, dunque, per il Comitato Aeroporto Treviso. “Il provvedimento – spiegano i firmatari -, è stato emesso contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura (in persona dei Ministri pro tempore), l’ENAC, la Aeroporto di Treviso – AERTRE S.P.A., la Regione Veneto e la Provincia di Treviso (in persona dei Presidenti pro tempore) infine il Comune di Treviso e il Comune di Quinto di Treviso (in persona dei Sindaci pro tempore). Esso segue il ricorso straordinario presentato al Presidente della Repubblica il 31 agosto dello scorso anno, e mette al centro l’istruttoria finalizzata al rilascio della via ministeriale, giudicata gravemente lacunosa nelle parti in cui avrebbe dovuto valutare accuratamente l’impatto ambientale provocato dalla proposta di ampliamento dell’aeroporto, con particolare riferimento alle tematiche del rumore, della qualità dell’aria, della sicurezza e della salute delle comunità residenti”. 

Il nuovo ricorso al Tribunale amministrativo regionale, dunque, dichiara l’illegittimità derivata dal decreto del MIT N 445 del 12 gennaio 2024, dall’accoglimento delle censure formulate nei confronti del decreto VIA, nonché le illegittimità proprie del decreto stesso.

Nello specifico, a essere contestate sono quattro.

Viene criticata in primis la violazione dell’art. 6 d.lgs. 152/2006 in ragione dell’omessa sottoposizione del piano disviluppo aeroportuale a valutazione ambientale strategica. “Non c’è la VAS – affermano dal Comitato aeroporto, Legambiente Treviso e Italia Nostra Treviso –. L’approvazione di un piano di sviluppo aeroportuale dev’essere preceduta dalla VAS-Valutazione Ambientale Strategica perché quest’ultimo rientra tra i piani/programmi nel settore dei trasporti ex art. 6, comma 2, lett. a, d.lgs. 152/2006″.

Ma è stato violato anche l’art. 3 del dpr 383/1994, secondo il Comitato, per illegittima posticipazione del parere provinciale a “successive fasi procedurali” ed eccesso di potere per contraddittorietà intrinseca della determinazione conclusiva della conferenza di servizi. “Come dichiarato dalla Provincia di Treviso (Settore Ambiente e Pianificazione Territoriale), non è stato possibile dare un parere in quanto ENAC non ha mai fornito le integrazioni in precedenza richieste riguardanti la centrale di trigenerazione e i depuratori acque reflue”. 

Violato, a quanto dice il Comitato, anche l’art. 3 dpr 383/1994: c’è stato eccesso di potere in relazione all’autorizzazione paesaggistica ex art. 146 d.lgs. 42/2004. “Non esiste autorizzazione paesaggistica sull’intero progetto di ampliamento come richiesto dal Ministero dell’Ambiente – sostengono il Comitato aeroporto, Legambiente Treviso e Italia Nostra Treviso -. Peraltro la posizione espressa da ENAC per cui le autorizzazioni paesaggistiche saranno richieste in sede di progettazione esecutiva delle singole opere, contrasta in modo evidente con la necessità di sottoporre ad autorizzazione paesaggistica la progettazione definitiva”. 

Infine, vi è stato eccesso di potere anche per mancanza del presupposto e carenza di istruttoria in relazione allaverifica dell’ottemperanza alle prescrizioni del provvedimento di VIA. “Vi sono una serie di prescrizioni del provvedimento VIA di cui al decreto n. 104 del 24 marzo 2021 emesso dall’allora Ministro della Transizione Ecologica alla cui ottemperanza la Direzione Turismo della Regione ha subordinato il proprio assenso sul masterplan aeroportuale – spiega il Comitato -. Altre prescrizioni della VIA, relative alle opere di mitigazione ambientale, per cui il Comune di Quinto di Treviso ha addirittura dichiarato di essere impossibilitato a pronunciarsi in sede di approvazione e verifica di conformità urbanistica del medesimo masterplan. Non ci sono risposte per quanto riguarda lo spostamento dell’asilo per l’infanzia sito nel comune di Quinto di Treviso. Non ci sono risposte per quanto riguarda il nuovo piano di centraline di monitoraggio che doveva essere realizzato entro la fine del mese corrente. Soprattutto non ci sono riferimenti certi alle prescrizioni che riguardano rumore ed inquinamento atmosferico. È stata completamente dimenticata la prescrizione sullo stato della salute pubblica nei dintorni aeroportuali. Tali rilievi già evidenziano un eccesso di potere per carenza di istruttoria e mancanza del presupposto in relazione all’ottemperanza di tutta una serie prescrizioni della VIA che, riguardando la fase ante operam di progettazione del masterplan, dovevano essere verificate anteriormente all’approvazione ed accertamento della conformità urbanistica del medesimo”.  

La decisione della Conferenza dei Servizi del 12 gennaio è un atto che reputiamo irresponsabile poiché espone le Amministrazioni Pubbliche citate ad una continua sfilza di dichiarazioni contraddittorie e poco credibili riguardo alla procedura, al fine di ottenere sul progetto in esame le intese, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente ai fini del perfezionamento dell’intesa Stato-Regione Veneto – spiegano i tre firmatari -. È altresì evidente che le istituzioni in campo hanno forzato i tempi della Conferenza dei Servizi in quanto alla fine di marzo c.a. sono scaduti i tempi concessi dal Ministero Ambiente per definire le risposte alla richiesta delle 13 prescrizioni imposte dalla Commissione di Valutazione Ambientale. Risposte che a tuttora non sono arrivate e che dovrebbero determinare un annullamento del procedimento. Atto gravissimo che confermano le nostre legittime ragioni ed il comportamento scorretto delle istituzioni pubbliche e private che nell’arco di 20 anni di vita dell’aeroporto civile di Treviso non sono state capaci di produrre le autorizzazioni previste per legge che regolano la conformità ambientale, la sicurezza e la salvaguardia della salute dei cittadini“.

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