giovedì, 23 Maggio 2024
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Asparagi Dop, eccellenza del territorio: nel Bassanese partita in anticipo la stagione della raccolta

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L’asparago bassanese è un’eccellenza, un prodotto di nicchia, sempre più ricercato, complice l’impegno dei produttori,  la massiccia campagna promozionale che vi ruota attorno e l’abilità degli chef del Bassanese che lo propongono in moltissime e innovative soluzioni

Con la primavera, l’asparago Dop di Bassano torna protagonista della tavola e della promozione turistica del territorio. La stagione 2024 del prelibato ortaggio è partita in anticipo di un paio di settimane rispetto alla data del 19 marzo, giornata in cui si ricorda San Giuseppe e che tradizionalmente segna l’avvio della raccolta del prodotto, che si protrae fino 13 giugno festa di Sant’Antonio.

“Le date sono indicative: l’asparago risente molto delle condizioni meteo – ha spiegato Paolo Brotto, presidente del Consorzio degli oltre 40 coltivatori  che lo producono secondo il disciplinare della Dop – Quest’anno siamo partiti in quarta e con un’ottima qualità, ma una pioggia di troppo o lo sbalzo delle temperature riducono la produzione. Ci spettiamo comunque una stagione buona, di qualità elevata”. 

L’asparago bassanese è un’eccellenza, un prodotto di nicchia, sempre più ricercato, complice l’impegno dei produttori,  la massiccia campagna promozionale che vi ruota attorno e l’abilità degli chef del Bassanese che lo propongono in moltissime e innovative soluzioni.

“La zona di coltivazione è limitata a quella definita dalla Dop – ha ricordato Brotto –  Di solito, ne produciamo circa 800 quintali a stagione. La coltivazione dell’asparago richiede un grande e attento lavoro, ma rimane un prodotto da reddito. E’ molto richiesto ed apprezzato, ancheall’estero”.

L’area produttiva comprende una decina di Comuni ed è lambita dal fiume Brenta.  Secondo alcuni studiosi, come Giandomenico Cortese, presidente della Confraternita dell’asparago bianco bassanese, oltre ad essere un ottimo e versatile prodotto in cucina, il bianco ortaggio avrebbe anche proprietà afrodisiache.

Di certo c’è che, ad ogni primavera, riesce a riunire attorno alla tavola moltissimi commensali, complice anche le tante ricette della tradizione affiancate dalle nuove proposte che deliziano i palati. Ogni anno, i locali del Bassanese si ingegnano per  farlo degustare e per sorprendere i buongustai.

Anche quest’anno, l’associazione Confcommercio Bassano ha riproposto la sempre gettonata rassegna delle “cene di gala” che si svolgono in undici locali del territorio dove trovare menù interamente a base di asparagi Dop. Ma si possono anche scegliere i  “buffet degustazione” e i “finger food”nei bistrot e nelle pizzerie. Una strategia differenziata per soddisfare i molteplici gusti e palati e per spingere ulteriormente sul fronte del turismo enogastronomico che è in continua crescita.

Asparago bianco di Bassano protagonista in Consiglio regionale a Venezia

L’asparago è stato anche protagonista di un lancio a Venezia, nella sede del Consiglio regionale dove gli “ambasciatori bassanesi” sono stati accolti dal presidente Roberto Ciambetti.

“Quando ci sediamo  con l’asparago bianco Dop di Bassano siamo a tavola con la storia e la tradizione – ha osservato Ciambetti -. Anche con la storia dell’arte, perché mazzi di asparagi entrano nella pittura già nelle ville romane, come testimoniano gli affreschi ritrovati a Pompei e Stabia. Ed è sempre piacevole visitare il Bassanese e apprezzare questa prelibatezza che rientra nell’alta cucina popolare veneta, un piatto che a mio avviso va gustato almeno una volta nel territorio in cui cresce, in un conteso paesaggistico, culturale e sociale di pregio”.

“Se è vero che la Regione del Veneto è la numero uno nel settore turistico, un contributo importante viene offerto dal Bassanese, una vera perla del Veneto di cui siamo orgogliosi, non solo per la sua cultura e arte, ma anche per l’enogastronomia di forte impatto – ha aggiunto Paolo Lunardi presidente di Confcommercio Bassano –. Del resto, quando visitiamo una città, oltre alle sue opere artistiche, ci ricordiamo soprattutto della qualità della sua cucina”. (r.f.)