mercoledì, 22 Maggio 2024
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Bloccati prima del blitz: la protesta di Ultima Generazione

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Sette attivisti di Ultima Generazione avevano programmato una protesta con un blitz a Palazzo Zabarella

Nell’ambito dei dispositivi di sicurezza, vigilanza e controllo del territorio predisposti dal questore della provincia di Padova in occasione delle manifestazioni di interesse artistico e culturale che si stanno svolgendo nel capoluogo patavino, verso le 15,30 di venerdì 12 aprile, un dispositivo della Questura ha notato un gruppo di giovani con zainetti in spalla i quali, guardandosi attorno in modo circospetto, si accingevano a fare ingresso all’interno della mostra in corso a Palazzo Zabarella dal titolo “da Monet a Matisse”.

L’intervento

Gli agenti valutavano, pertanto, di meglio comprendere chi fossero i componenti di questo gruppo e, dopo essersi avvicinati al gruppetto, hanno proceduto ad identificarli. Tra loro i poliziotti hanno riconosciuto la ragazzina minorenne, una diciassettenne padovana, attivista del movimento “Ultima Generazione” che si era già resa protagonista di un’iniziativa di protesta la sera del 24 dicembre all’interno della Basilica del Santo durante la celebrazione della Messa di Natale, e della protesta inscenata il 31 marzo scorso all’interno, questa volta, della chiesa della Madonna Incoronata dove il vescovo di Padova stava celebrando la Messa pasquale.

Indagine lampo

Il gruppo identificato composto da sette attivisti di Ultima Generazione, 4 donne e 3 uomini è stato sottoposto ad approfonditi controlli. Durante la perquisizione è emerso che nei rispettivi zaini vi fossero uno striscione delle dimensioni di due metri per uno, con fondo arancione e con la scritta “20 miliardi per riparare ai danni delle catastrofi climatiche” ed un cartello con su scritto “11 e 25 maggio a Roma”.

Sono stati inoltre rinvenuti alcuni gessetti colorati con cui realizzare scritte o imbrattamenti e una confezione di attak con la quale incollarsi all’interno della mostra.

I poliziotti hanno inoltre accertato come, tutti e 7 gli attivisti avessero acquistato il biglietti di ingresso e si fossero mescolati assieme agli altri visitatori per accedere nel Palazzo Zabarella. I dimostranti sono, quindi, stati accompagnati in Questura al fine di approfondire le loro posizioni; alcuni sono risultati provenire anche da altre province venete, oltre ad essere gravati, a vario titolo, da reati specifici.

Il questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha immediatamente attivato la Divisione Polizia Anticrimine, disponendo l’applicazione delle misure di prevenzione personali dei Fogli di Via e degli Avvisi Orali. I 7 sono stati sottoposti ai rilievi fotodattiloscopici e saranno, altresì, denunciati o segnalati all’autorità giudiziaria padovana.

Senatore Andrea Ostellari

Manifestare è un diritto di tutti, ma deturpare opere d’arte, interrompere funzioni pubbliche e turbare la quiete delle nostre Comunità è inaccettabile.  –  ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Senatore Andrea OstellariPer questo ringrazio gli uomini della Questura di Padova, guidati dal dottor Marco Odorisio, per l’eccellente operazione di oggi, con cui hanno sventato un probabile biltz di alcuni estremisti dell’ambientalismo. I sette fermati stavano per introdursi a Palazzo Zabarella, dove si sta svolgendo una mostra, armati di gessetti, sostanza collante e striscioni. Solo la professionalità e l’attenzione dei poliziotti, incaricati di svolgere il servizio di vigilanza e controllo del territorio, come predisposto dal Questore, hanno impedito che i fermati potessero dare seguito ai loro presunti propositi”.