sabato, 25 Maggio 2024
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Calusola antifascista approvata, Possamai spacca l’opposizione ma il centrodestra vuole ricorrere al Tar per farla abrogare

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Applausi da Cgil e Anpi per il ripristino di quanto aveva approvato Variati nel 2018

Un’immagine del Consiglio comunale con Massimiliano Zaramella sullo scranno di presidente 

L’amministrazione di centrosinistra porta a casa la reintroduzione della clausola antifascista, modificando quello che aveva fatto approvare il centrodestra di Rucco nel 2020. Possamai può vantare di aver spaccato il fronte del centrodestra, perché i sette consiglieri di Fratelli d’Italia se ne sono andati al momento del voto finale. Se gli altri del centrodestra hanno votato contro, un consigliere di Idea Vicenza, l’ex gruppo di Rucco, quello di Forza Italia e Maltauro della Lega si sono astenuti. Opposizione in ordine sparso, quindi.

Ora chi vorrà utilizzare uno spazio pubblico a Vicenza dovrà sottoscrivere il suo antifascismo. Sia la Cgil che l’Anpi, naturalmente, applaudono alla decisione, che cancella quanto aveva approvato il consiglio comunale a maggioranza di centrodestra nel 2020, che aveva parlato non di antifascismo ma di condanna per “tutti i totalitarismi”. In questo, aveva modificato la clausola fatta approvare dal sindaco Variati nel 2018.

Possamai dal canto suo è riuscito a convincere Coalizione Civica, vale a dire la parte più a sinistra della asua alleanza, ad accettare una formulazione più soft di quanto avrebbero voluto.

Ma il centrodestra non si dà per vinto. E, sulla scorta di quanto ha deciso il Tar della Sicilia, che ha cancellato una disposizione simile, il centrodestra è intenzionato a ricorrere al Tar.