martedì, 23 Aprile 2024
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Case non occupate, a Monselice il dato è allarmante

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Da un’analisi condotta da Istat e Openpolis emerge un dato che 1552 case monselicensi risultano disabitate. Un dato che secondo Francesco Miazzi dovrebbe far riflettere l’amministrazione comunale

“A Monselice 1552 case sfitte, il 17,50% del patrimonio totale delle abitazioni, contro una media provinciale del 14,01%. Un dato che dovrebbe far riflettere di fronte alle nuove proposte di lottizzazione residenziali o commerciali, che andrebbero a cementificare suolo verde o agricolo”: così Francesco Miazzi di Monselice Ambiente e Società ha commentato l’analisi condotta da Istat e Openpolis. Quello che emerge dallo studio è che nella città della Rocca, su un totale di 8.871 abitazioni, ve ne sono 7.319 occupate mentre le restanti risultano sfitte. Un andamento che rispecchia molte altre realtà della provincia e che restituisce una fotografia nitida della situazione: nella Bassa Padovana sembra crescere il numero di case disabitate e, in parallelo, si assiste a un incremento del livello di occupazione nella cintura.

“Una pianificazione seria e responsabile dovrebbe puntare al recupero e alla rigenerazione di questo patrimonio evitando nuovo consumo di suolo” ha sottolineato Francesco Miazzi “Purtroppo chi ha amministrato e amministra Monselice ha sempre ignorato questi appelli portando la nostra città a nuovi record nella cementificazione”. Il consumo di suolo è stato spesso al centro del dibattito ai piedi della Rocca come successo anche di recente, in seno alla discussione sulla Variante al Piano degli Interventi. Dal canto suo la Giunta Bedin, proprio con questa prima variante, a cui ne seguirà una seconda nei prossimi mesi, vuole tentare di mettere un freno alla cementificazione di nuove aree e incentivare il recupero di quanto già presente sul territorio monselicense. (m.t.)