venerdì, 24 Maggio 2024
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Chioggia: Armelao resta senza l’appoggio di alcuni consiglieri di FdI, aperto il tavolo delle trattative con le forze di opposizione

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Tenuta della Giunta sempre più debole, il rischio è che manchino i numeri. Dopo la lunga crisi ormai è definitiva la rottura tra il primo cittadino di Chioggia e Fratelli d’Italia

La tenuta della Giunta comunale di Chioggia si fa sempre più debole. I primi mesi del 2024 si sono rivelati un autentico percorso ad ostacoli per la squadra di assessori che amministra la città, con il sindaco, Mauro Armelao, impegnato nell’ arduo compito di tenere insieme una maggioranza che, numeri alla mano, rischia di non esserci.

Le frizioni con Fratelli d’Italia, in particolare con il segretario Matteo Penzo, si sono rivelate insanabili e la circostanza ha determinato per Mauro Armelao l’ingresso in un tunnel (metaforicamente parlando) da cui non si può uscire da soli. Senza l’appoggio di parte dei consiglieri FDI, si è aperto dunque il “tavolo delle trattative” con le opposizioni (Energia Civica in primis), con la richiesta esplicita di mettere al centro dell’interesse il bene della città e non i personalismi.

Il concetto, peraltro “slogan” più volte utilizzato in campagna elettorale e nei primi anni di amministrazione, è chiaro e condivisibile a tutti i membri del consiglio comunale; ma al primo cittadino viene ricordato che la ragione di una crisi “alle porte” è proprio dovuta a questioni personali più che di partito. Ne è prova il comunicato congiunto di fine marzo, a firma Lega-Forza Italia-FDI, in cui si chiarisce che lo stallo amministrativo è dovuto ad una frizione interna al partito della Meloni, con i consiglieri Claudio Bullo, Katia Hannot e Massimo Mancini rimasti fedeli ad Armelao, oltre all’assessore Elena Zennaro.

Le opposizioni, Partito Democratico in primis, colgono l’occasione per rimarcare come nei grandi temi in cui la città attende risposte (mercato del pesce, trasporti urbani pubblici, ZTL) non ci siano risultati concreti.

E in effetti le tensioni arrivano poco dopo avere “scavallato” i due anni di mandato, tempo tecnico per capire la macchina organizzativa e impostare il lavoro per affrontare le questioni che stanno più a cuore alla cittadinanza.

All’attuale maggioranza viene rimproverata un’azione finalizzata alla (giusta) promozione della città, corollata da arrivo di navi da crociera o realizzazione di nuove strutture abitative, ma scarsa “sensibilità” sui servizi. Il “gioco” della politica porta per forze di cose a momenti come questi; soprattutto in ragione del fatto che il potere delle scelte è l’espressione di un lavoro di squadra. Gli ingranaggi di un meccanismo, affinché quest’ultimo funzioni bene, devono essere efficienti e correttamente posizionati. Al riguardo c’è da registrare, in soli tre mesi, la “migrazione” di Sandro Marangon, Francesca Donà, Davide Vianello (ex Chioggia Protagonista) in Forza Italia, e di Mattia Boscolo Chiodoro, che abbandona Lega per gli azzurri). Ma poi ancora abbandona Fratelli d’Italia Katia Hannot, che dovrebbe confluire parimenti in Forza Italia. Nel mentre ancora ci si interroga sulle ragioni che hanno portato alla defenestrazione da vicesindaco Daniele Tiozzo Brasiola, reo di influire negativamente sulla giunta.

I “nomi nuovi” (non presenti tra le liste elettorali) scelti a inizio mandato da Armelao come assessori non ci sono più: Pier Luigi Serafini, Elisabetta Griso, Massimiliano Tiozzo Caenazzo.

Per la cittadinanza, indipendente dal credo politico, si respira l’aria di un film visto e rivisto.

Luca Rapacciulo