sabato, 25 Maggio 2024
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Enoch Soranzo: “Fratelli d’Italia è la squadra giusta per realizzare quello che i veneti si aspettano”

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Soranzo: “Speriamo che con le elezioni Europee si possa portare più Italia in Europa oltre a più uomini e donne di Fratelli d’Italia”

Enoch Soranzo, Consigliere Regionale del Veneto di Fratelli d’italia, ex Sindaco di Selvazzano e già Presidente della Provincia di Padova e UPI Veneto, ha le idee chiare: il suo partito è quello giusto per portare in alto il Veneto ma anche l’Europa.

 

Con le Regionali del 2025 Fratelli d’Italia punta a prendersi il Veneto?

Non è che Fratelli d’Italia punta a prendersi il Veneto, i cittadini veneti si sono espressi, si stanno esprimendo dando una grande responsabilità al partito, il quale è primo in Italia ma anche in Veneto.

L’aspetto sul quale noi stiamo sicuramente lavorando è realizzare una proposta di continuità di Governo sempre all’altezza di quello che il Veneto oggi rappresenta in Italia, perché ricordo che è una regione che è il motore, o buona parte del motore, del Pil nazionale, perciò non può avere sicuramente nessun tipo di arresto, ma deve continuare a girare a mille. Per questo, come prima forza di rappresentanza in Veneto, stiamo creando tutte le condizioni per portare una proposta sicuramente importante ai veneti.

Fratelli d’Italia è una squadra di governo che può essere la migliore possibile per realizzare quello che i veneti si aspettano.

Ci può fare alcuni nomi di questa squadra?

Ci sono tantissime figure che oggi potrebbero essere sicuramente in squadra per realizzare quello che noi crediamo come ad esempio Luca De Carlo, Raffaele Speranzon, Elena Donazzan… ma noi non stiamo facendo un ragionamento su chi sarà eletto, ma sicuramente per cosa sarà eletto. Quello che ci sta più a cuore è il fine e cioè costruire un’azione di Governo che sia assolutamente diretta a riportare quelli che sono i livelli dei servizi sanitari piuttosto che le opere infrastrutturali, per citarne alcuni, per fornire ancora più competitività al Veneto.

Elezioni Europee. Qual è il piano di Fratelli d’Italia?

L’obiettivo e l’auspicio è che si possa cambiare quell’Europa che abbiamo visto in questo anno e mezzo. Il governo italiano, presieduto dal Premier Giorgia Meloni con il lavoro, con la volontà di far comprendere la bontà delle nostre idee e le visioni che il governo ha portato in Europa, ha già fatto cambiare molti degli approcci su molti temi e molti settori.

Speriamo che con le elezioni europee si possa portare più Italia in Europa oltre a più uomini e donne di Fratelli d’Italia. Pensiamo che i nostri rappresentanti incaglino quei valori che tengono conto delle varie peculiarità di tanti paesi, tra i quali l’Italia.

Agricoltura, automotive, rigenerazione umana, mobilità, efficientamento energetico: ora l’Europa non li valorizza, al contrario guarda in una direzione molto spesso opposta.

Ecco, noi pensiamo che ci sia un approccio diverso da attivare.

La frattura tra Lega e Fratelli d’Italia si allarga sempre di più. L’ultima discussione ha riguardato il Ministro Tajani che ha affermato che bisogna “vigilare sull’autonomia differenziata”. Il Governatore Zaia si è detto infastidito da questa affermazione. Lei cosa dice?

Io penso assolutamente che come primo partito, non solo per dovere, ma anche perché la volontà dei veneti è il centrodestra, debba rimanere unito e noi continuiamo a lavorare affinché ciò avvenga. Ci auguriamo che alcune situazioni di tensione possano in qualche modo rientrare, e anzi, ci auspichiamo questo rientro, che ci sia un chiarimento.

Per quanto riguarda l’autonomia si possono dire tante cose.

Io sono uno di coloro che hanno sottoscritto il progetto di autonomia in qualità, al tempo, di Presidente delle province italiane del Veneto, Upi Veneto, perciò l’autonomia è sempre stato un punto programmatico sottoscritto alle elezioni regionali del 2020 e l’abbiamo poi inserito anche nel programma del 2022. Ecco, noi siamo abituati che le promesse le manteniamo. Siamo una forza politica, un partito leale, onesto, coerente. E perciò noi contiamo affinché sia l’autonomia, che anche il presidenzialismo, debbano essere portati a casa.

Siamo convinti di portarli a casa, ma non tanto perché sia una bandierina di qualche forza politica, ma perché sia una necessità per il paese. Serve per dare competitività all’Italia, a dare risposte puntuali, a dare velocità, dinamicità. L’autonomia differenziata proprio perché è differenziata sarà un arricchimento per tutte le regioni, nessuna esclusa.