mercoledì, 22 Maggio 2024
HomeVenezianoChioggiaGranchio blu, per la pesca di Chioggia non più una minaccia ma...

Granchio blu, per la pesca di Chioggia non più una minaccia ma una consolidata emergenza

Tempo di lettura: 2 minuti circa

Il primo cittadino Armelao, per sostenere i pescatori, è stato a Bruxelles per illustrare le difficoltà derivate dall’invasione del crostaceo e presentare i risultati di uno studio realizzato dall’Università di Venezia

L’emergenza granchio blu è tutt’altro che finita. La proliferazione incontrollata del crostaceo che ormai ha invaso buona parte delle coste italiane rappresenta non tanto una minaccia, quanto una consolidata emergenza. Pesca in laguna e in mare nel clodiense continuano a lanciare gridi di allarme. Non si contano i video postati su social network, spesso virali in poche ore, in cui si può constatare come il lavoro dei pescatori si sia ridotto ormai a svuotare le reti dai granchi.

Lo Stato, attraverso due decreti firmati a fine marzo dal Ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare Lollobrigida, tenta di ridare “ossigeno” agli addetti ali lavori, concedendo la possibilità di proroga fino a 24 mesi delle rate dei mutui, garantendo l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e proponendo finanziamenti agevolati.

“Un sentito ringraziamento al Ministro Lollobrigida e a tutto il Governo che, attraverso i decreti firmati, hanno saputo interpretare e tradurre in pratica lo stato di profonda difficoltà che vive da oltre un anno il comparto della pesca” commenta il sindaco Mauro Armelao, preoccupato comunque per le ricadute sull’intera flotta peschereccia di Chioggia.

“Proprio per sostenere le istanze dei nostri pescatori – continua Armelao- assieme all’assessore alla Pesca della Regione Veneto Cristiano Corazzari sono stato aBruxelles nelle scorse settimane. Abbiamo accolto l’invito dell’On. Rosanna Conte, Coordinatrice ID in Commissione PECH, Parlamento Europeo e dell’On.Paola Ghidoni, Membro della Commissione AGRI, Parlamento Europeo e in quella sede illustrato le difficoltà derivate dall’invasione del Granchio blu e presentato la prima parte dello studio realizzato dall’Università di Venezia”.

L’obiettivo è quello di porre all’attenzione del Parlamento Europeo una situazione che esige un intervento immediato. Sussidi e altre forme di aiuto sono una delle possibilità, forse le più concrete; altre soluzioni di “contrasto” all’ invasione del granchio blu non ce ne sono.

La commerciabilità del prodotto è certa nel nord degli Stati Uniti e in altre zone del mondo,vincolata però dalla fornitura di materia semi-lavorata. C’è poi da vincere la concorrenza di altri potenziali Paesi esportatori, come Grecia e Tunisia.

Luca Rapacciuolo