sabato, 25 Maggio 2024
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Il dispositivo scalda stick non è una sigaretta elettronica: facciamo chiarezza

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Il panorama dei prodotti per fumatori adulti è molto cambiato nel corso degli ultimi anni e, più in generale, nel nuovo Millennio. Alle sigarette e agli altri lavorati a base di tabacco da bruciare (sigari, sigaretti) si sono affiancati dispositivi elettronici di nuova generazione: le sigarette elettroniche (e-cig) prima e i dispositivi scalda stick dopo. Queste due tipologie di device, pur condividendo alcune caratteristiche, rappresentano due opzioni sostanzialmente differenti, sia per le tecnologie adottate sia per il principio alla base del funzionamento di ciascun dispositivo.

Nel nostro approfondimento vediamo quali sono le prerogative di un dispositivo scalda stick e come questi si differenzia da una sigaretta elettronica.

Dispositivo scalda stick più comunemente noto come riscaldatore di tabacco: una definizione

Per comprendere le caratteristiche essenziali di un dispositivo scaldastick, è bene partire dalla denominazione generica utilizzata commercialmente dai vari produttori, ovvero HP, che sta per “Heated Product” (prodotto scaldato).

Più in generale, i riscaldatori possono essere definiti come dispositivi elettronici, alimentati da una batteria interna agli ioni di litio, che scaldano una miscela di tabaccoo erbe confezionata sotto forma di stick monouso. Questo va inserito in un apposito slot (camera di riscaldamento) compatibile, per dimensioni, con una precisa tipologia di stick; ogni marchio, infatti, produce e confeziona gli stick e le proprie miscele di tabaccoo erbe compatibili con i propri dispositivi.

Come gli HP scaldano lo stick

I dispositivi scalda stick sviluppano, al loro interno, una certa quantità di calore (poco meno di 300°), grazie alla quale producono un vapore contenente nicotina, sostanza che crea dipendenza. Tale processo viene implementato usando principalmente due tecnologie:

  • la Induction Heating Technology, ovvero un sistema di riscaldamento a induzione che sfrutta una bobina metallica avvolta attorno allo slot interno al dispositivo. Quando la corrente elettrica passa attraverso la bobina, si genera un leggero campo elettromagnetico che fa innalzare la temperatura all’interno dell’alloggiamento dove viene posizionato lo stick con la miscela di tabacco o erbe. Questa soluzione caratterizza, ad esempio, i dispositivi scalda stick prodotti da BAT Italia con il marchio glo™; il produttore ha di recente sviluppato anche un’alternativa priva di tabacco, ovvero uno stick alle erbe da scaldare (fatti con un substrato vegetale di Rooibos arricchito con nicotina), impiegando la medesima tecnologia a induzione.
  • riscaldamento resistivo. In questo caso il calore viene prodotto per mezzo in un elemento conduttore che, attraversato dalla corrente elettrica, crea una sorta di ‘attrito’ opponendosi parzialmente al passaggio della corrente.

Entrambi i sistemi sono abbinati a software e sensori di controllo; in tal modo, la temperatura non supera mai una certa soglia e non raggiunge il limite di completa combustione del tabacco (oltre 500°).

Differenze tra e-cig e riscaldatori

A questo possiamo evidenziare con chiarezza quali siano le differenze esistenti tra una sigaretta elettronica e un HP:

  • le e-cig non contengono tabacco, in quanto producono un aerosol a partire da una soluzione liquida preconfezionata;
  • le e-cig contengono nicotina, ma in quantità variabili: la concentrazione della sostanza dipende dalla formulazione del liquido (in commercio esistono anche soluzioni prive di nicotina);

 

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18+ Only. Prodotto destinato esclusivamente a fumatori adulti. Questo prodotto non è privo di rischi e contiene nicotina, sostanza che crea dipendenza.

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