sabato, 25 Maggio 2024
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Il Premio Scarpa per il giardino va in Messico

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Il premio assegnato all’Espacio Escultòrico nel Pedregal di Città del Messico: venerdì e sabato gli eventi di premiazione

Foto Andrés Cedillo

Va in Messico il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2023-2024. Il riconoscimento, istituito e organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso, rappresenta una una campagna di studio e di cura su un luogo denso di valori di natura, memoria e invenzione. La 33esima edizione è stata dedicata all’Espacio Escultórico nel Pedregal de San Ángel, a Città del Messico, tornando così a esplorare per la seconda volta il vasto mondo dell’America Latina, dopo la prima edizione del 1990, che vide la scelta del Sítio Santo Antônio da Bica di Roberto Burle Marx, in Brasile.

L’Espacio è un luogo costituito da una grande opera d’arte collettiva, che emerge dalla stessa superficie lavica sulla quale, a partire dalla metà del Novecento, nascono e si sviluppano nuovi quartieri e soprattutto un’intera città universitaria, quella dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, l’Unam.

Mostre e cerimonia: venerdì e sabato la consegna ufficiale

Venerdì 12 e sabato 13 aprile Treviso ospiterà gli eventi pubblici del Premio Internazionale Carlo Scarpa.  Venerdì, alle 18 aprirà, a Ca’ Scarpa, la mostra fotografica e documentaria dedicata al luogo designato e al suo contesto.

Sabato, dalle 10 alle 13 si terrà, nell’auditorium di Palazzo Bomben, un convegno di presentazione dei lavori del Premio Carlo Scarpa: un libro e un documentario. Alle 17 si svolgerà, nella Chiesa di San Teonisto di Treviso, la cerimonia pubblica con la consegna del sigillo disegnato da Carlo Scarpa, simbolo del Premio, nelle mani della scrittrice Rosa Beltrán Álvarez, coordinatrice della Diffusione Culturale dell’Unam, che lo riceverà in rappresentanza di Leonardo Lomelí Vanegas, rettore dell’università, l’ente responsabile del luogo premiato, alla presenza, tra gli altri, dei maestri Hersúa e Sebastián, due dei sei artisti del gruppo che, su invito dall’Unam, progettò l’Espacio Escultórico.

L’Espacio Escultòrico di Città del Messico

L’Espacio Escultórico è una sorta di anello dentato, composto da sessantaquattro prismi in cemento che poggiano su un basamento circolare del diametro di 120 metri, un’opera che circoscrive un brano di suolo lavico “intatto”, rendendo manifesta la potenza espressiva di questo paesaggio, ma anche la sua condizione mutevole e fragile.

Opera fortemente voluta dall’Unam e inaugurata nel 1979, l’Espacio Escultórico esprime in modo esemplare il valore e il significato di un paesaggio – quello del Pedregal de San Ángel, così forgiato da un’eruzione vulcanica – con il quale la città, le istituzioni e le comunità universitarie, l’ambiente culturale e la società messicana si confrontano e dialogano sul piano del suo valore ambientale ed ecologico, della sua potenza evocativa, ma anche dei conflitti generati in seno all’espansione urbana di una megalopoli che ne accerchia il perimetro e ne modifica nel tempo la natura e i significati. Frutto dell’eruzione del vulcano monogenetico Xitle, – avvenuta circa duemila anni fa –, il Pedregal (in italiano, letteralmente, “pietraia”) ci appare come una distesa di roccia lavica, disseminata di vegetazione e variazioni morfologiche, che si evolve nel tempo e si manifesta come un paesaggio vivo, e portatore di richiami alla storia preispanica che lo ha preceduto, nonostante l’enorme riduzione del suo perimetro e della sua estensione originaria.

Risulta oggi significativo il metodo e il processo costruttivo scelto per l’Espacio Escultórico, quello di convocare sei artisti della Scuola Nazionale di Arti Plastiche del Messico – Helen Escobedo, Manuel Felguérez, Mathias Goeritz, Hersúa, Sebastián e Federico Silva – per realizzare un’opera collettiva, totalmente tesa all’interazione con il paesaggio presente e con la sua eredità storica, e che assume un significato più vasto, aperto alle istanze ecologiche che sarebbero emerse a breve. La stagione successiva alla costruzione dell’Espacio Escultórico sarà infatti improntata alla difesa di ciò che rimane del Pedregal, della protesta rispetto alla sua progressiva distruzione, e della presa di coscienza da parte della comunità scientifica e studentesca del suo valore, con la creazione ufficiale, nel 1983, della Riserva Ecologica del Pedregal de San Ángel, istituita dall’Unam.

 

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