mercoledì, 22 Maggio 2024
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Ivano Durigon si candida a sindaco di Quinto di Treviso con “Progetto Quinto”

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Classe ’66, Durigon vanta una lunga esperienza amministrativa, con ruoli sempre più importanti: consigliere dal 1995 al 2002, assessore dal 2009 al 2013 e infine vicesindaco dal 2013 al 2019.

Non è un nome nuovo nello scenario politico quintino e, quel che è certo, è che ha le idee chiare su cosa serve per riattivare il paese. È Ivano Durigon il candidato sindaco della lista civica di centrodestra “Progetto Quinto” che unisce Lega e Forza Italia sotto un simbolo storico di Quinto, quello del mulino.

Classe ’66, Durigon vanta una lunga esperienza amministrativa, con ruoli sempre più importanti: consigliere dal 1995 al 2002, assessore dal 2009 al 2013 e infine vicesindaco dal 2013 al 2019.

Lega, Forza Italia… manca un terzo all’appello.

Non ci sono cattivi rapporti, ma non siamo riusciti a trovare un accordo. La mia idea è sempre stata quella di andare ad amministrare, non di fare politica: avevo bisogno di persone competenti, valide e che avessero voglia di fare squadra e lavorare con entusiasmo, che poi è quello che è mancato in questi cinque anni.

Se fosse eletto, quali sarebbero le sue priorità nei primi cento giorni di mandato?

È necessaria una completa riorganizzazione della macchina amministrativa, ferma da ormai cinque anni. Da lì si dovrà poi partire per ottenere altri risultati: dal decoro urbano alle manutenzioni degli edifici comunali. Massima priorità anche alla viabilità, ma non va dimenticato il contatto con cittadini e associazioni, fondamentale per il buon funzionamento di un’amministrazione.

Prima di tutto però serve ripartire, così da reperire risorse assolutamente necessarie per dare il via al futuro di Quinto.

Come immagina questo futuro?

Vorrei che Quinto non fosse una città dormitorio. Per farlo serve riattivare la vita cittadina, riportare gli uffici comunali all’interno del municipio, ridare vitalità al centro. Abbiamo un territorio ricco di risorse naturali, vorrei fossero sfruttate come volano per ripartire: le persone dovrebbero poter dire “Io abito a Quinto, non in un paese anonimo”.

Nel mio mandato da assessore erano tante le iniziative che avevo avviato, poi andate dimenticate: c’è stato il Covid di mezzo, è vero, e tante difficoltà, ma forse proprio per questo ciò di cui Quinto aveva bisogno era di un’azione rivitalizzante. Il futuro di Quinto voglio sia così: vivo.

Tema cruciale: l’aeroporto.

A Quinto c’è chi ci lavora e chi lo subisce. Sicuramente non possiamo chiuderlo perché è irrealistico, ma possiamo trovare i giusti rapporti per conviverci. Va sicuramente fatto un controllo dell’inquinamento ambientale e acustico e va fatto bene, ma per trovare soluzioni adeguate serve instaurare un buon dialogo.

E dobbiamo anche coglierne i lati positivi: l’aeroporto può essere una risorsa. Se diventeremo amministratori ci occuperemo di tutto dei finanziamenti e dunque dei risvolti positivi che potrebbe avere quest’infrastruttura per il nostro territorio.

Perché scegliere Progetto Quinto?

Perché sì! (Durigon sorride) Siamo il giusto mix di competenze, conoscenze e novità: nella nostra lista ci sono giovani capaci e attivi sul territorio che possono portare una visione più fresca, ma anche nomi che danno continuità e che sono pronti a offrire ancora la loro esperienza.

E siamo comunque una lista civica: con noi ci sono persone provenienti dal mondo del volontariato e dell’associazionismo, ma anche dell’imprenditoria, persone che possono contribuire alla rinascita del paese perché lo vivono appieno. Io stesso abito a Santa Cristina, amo il mio territorio e ne conosco le potenzialità: darò il massimo per valorizzarlo.

Gaia Zuccolotto

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