sabato, 18 Maggio 2024
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La Fenice torna ad esibirsi nel Capannone del Petrolchimico in omaggio a Luigi Nono

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Appuntamento venerdì 3 maggio con un programma tra musica rinascimentale  e contemporanea

A sei anni esatti da quel 2 maggio 2018 quando il Coro della Fenice si esibì nel Capannone del Petrolchimico di Porto Marghera, venerdì 3 maggio alle 18:30, il Coro e gli Ottoni del Teatro La Fenice tornano ad esibirsi in quel luogo simbolo della lotta della classe operaia in memoria del compositore veneziano Luigi Nono, molto sensibile a questo tema.

Il programma, in linea con le passioni e l’eccezionale eclettismo della vena artistica di Nono, è un percorso dalla musica rinascimentale alla contemporaneità. Apriranno il programma gli Ottoni del Teatro La Fenice, che proporranno alcuni brani di Giovanni Gabrieli (1557-1612), compositore e organista della cappella di San Marco, che fu un riferimento fondamentale per le elaborazioni teoriche e le sperimentazioni di Nono: di Gabrieli verranno eseguiti in particolare la Battaglia, Sassi Palae Sabbion del Adrian Lio , la Canzon Septimi toni a 8, e la Canzon Primi toni a 8.

Di Luigi Nono, il pubblico potrà ascoltare “La fabbrica illuminata” per voce femminile e nastro magnetico: dedicata agli operai della Italsider su testi fortemente politicizzati di Giuliano Scabia e un frammento di Due poesie a T. di Cesare Pavese, è una composizione del 1964 che debuttò proprio al Teatro La Fenice di Venezia il 15 settembre 1964, in occasione della ventisettesima edizione del Festival Internazionale di Musica Contemporanea. In chiusura, tre celeberrimi brani corali dal catalogo di Giuseppe Verdi: «Gli arredi festivi giù cadano infranti» da Nabucco , «Patria oppressa» da Macbeth , e, di nuovo da Nabucco , «Va, pensiero, sull’ali dorate».

“Avevo preso questo impegno pubblicamente in occasione dell’avvio del 6° Festival Luigi Nono e del trentennale delle attività della Fondazione – ha spiegato il sindaco di Venezia – Vogliamo omaggiare questa grande figura artistica della città, riportandola in un luogo simbolo nel quale è stato costruito un pezzo fondamentale di Venezia e della storia industriale dell’intero nostro Paese. Come amministrazione abbiamo acquisito l’immobile e avviato i lavori di adeguamento e manutenzione, perché potesse mantenere la vocazione di un luogo aperto e di memoria collettiva. Abbiamo in programma ulteriori investimenti per completare l’opera di efficientamento e infrastrutturazione. Oggi riportiamo la Fenice, la massima istituzione artistica della nostra città”.

Riccardo Musacco